mercoledì 22 febbraio 2017

L’immigrazione, la Chiesa e l’Occidente. Ettore Gotti Tedeschi

L'ex banchiere Ior spiega a Formiche.net come le vere cause del fenomeno migratorio non siano affatto quelle economiche. 
Sono sue parole tratte da un saggio che fa parte dell’Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale card. van Thuân sul tema immigrazione. Abbiamo già presentato qui l'intervento dell'Arcivescovo di Trieste, Mons. Crepaldi, nel corso della presentazione del Rapporto, stilato a cura dell'Arcivescovo e di Stefano Fontana.

Le motivazioni economiche non bastano a spiegare l’immigrazione di massa. E’ un fenomeno “previsto e voluto per modificare la struttura sociale e religiosa della nostra civiltà, in pratica, per ridimensionare il cattolicesimo”. Sono parole messe nero su bianco da Ettore Gotti Tedeschi nell’Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale card. van Thuân sul tema immigrazione. L’economista e banchiere cattolico, già presidente Ior, ha affidato a un breve saggio le sue valutazioni, che dopo la presentazione del Rapporto a Roma hanno suscitato alcune critiche (qui e qui) insieme a commenti positivi.

Gotti Tedeschi, nel suo intervento lei parla di una “correzione fraterna” ad alcune istituzioni ecclesiali che non avrebbero compreso il problema dell’immigrazione. In cosa consiste questa correzione?
Sono rimasto preoccupato della solerzia umanitaria piena di toni emotivi che tende a ignorare i numeri del fenomeno e non affronta le cause del problema. Si direbbe infatti che ci siano tre “tabù” che oggi non si devono o possono affrontare razionalmente e in modo completo: il problema della natalità, dell’ambiente e delle migrazioni. Si direbbe che ci sia una volontà superiore, diffusa ed imposta, che non vuole che si discutano questi tre tabù. Così come si direbbe che ci siano “controllori” pronti ad usare ogni mezzo, inclusa l’intimidazione, affinché su questi tabù si accetti un pensiero unico: basta nascite perché l’uomo distrugge l’ambiente, facilitiamo perciò l’immigrazione perché è la miglior soluzione. Ci sono molti punti non chiari su tutti e tre i tabù, ma per rimanere in tema è bene sapere che i dati e le informazioni sulle immigrazioni regolari sono influenzati da accordi o “ricatti economici” con nazioni di partenza migrazioni. I dati e le informazioni sulle immigrazioni irregolari sono ancor meno chiari; si pensi che gli sbarchi irregolari in Italia nel 2016 (181.436) sono stati quaranta volte quelli del 2010 (4.406). E ci si renda conto che il fenomeno della clandestinità è in aumento e fuori controllo. Nel 2015 lo status di rifugiato è stato riconosciuto solo per il 5% dei casi, il 36% ha ricevuto assistenza umanitaria ed il 59% è stato rifiutato, ma non si sa dove sia. E si tratta di più di 100mila persone (su 153.842 sbarcati). Nel 2016 il dato è cresciuto, sono arrivate via mare 181.436 persone (18% in più del 2015) e gli irregolari espulsi con riaccompagnamento nel Paese di origine sono stati solo il 5%. In pratica, la cosiddetta clandestinità cresce ad un ritmo di 100mila unità all’anno, e i Paesi confinanti con il nostro ostacolano gli espatri. Si tratta di dati forniti dall’Alto Commissariato dell’Onu sui rifugiati.

Perché non bastano le ragioni economiche per spiegare il fenomeno migratorio?
Il fenomeno migratorio viene spiegato, o meglio lasciato intuire, con tre principali cause: i conflitti, la povertà, il bisogno di manodopera. E’ evidente che queste tre cause esistono, ma da cosa sono spiegate, e se possano esser risolte, non viene quasi mai discusso. Prendiamo il primo, i conflitti. Fino ad una decina di anni fa venivano “spenti” praticamente sul nascere, poi si direbbe che siano stati tollerati (o persino provocati, si pensi alla Libia), mentre la vendita di armi verso vari Paesi cresceva e si ritiene che queste armi possano esser servite all’Isis. I conflitti che hanno generato migrazioni potevano esser soffocati o no? Prendiamo la seconda causa, la crescita della povertà. Non appare così vero il problema, se guardiamo i flussi migratori. Quelli provenienti da Paesi in vere difficoltà economiche sono tra il 5 e il 10%. Ma è importante notare come questa povertà sia anche dovuta a nostre mancanze negli ultimi dieci anni. Si vada a vedere le conclusioni del famoso G8 per l’Africa dove ci impegnavamo a sostenere investimenti e esportazioni dai Paesi poveri; che abbiamo fatto? Praticamente nulla. Infine, il bisogno di manodopera; il gap di popolazione per il crollo demografico rende necessarie le migrazioni? Ma chi o cosa ha provocato questo gap che oggi pretende di gestire? Chi ha imposto il crollo della natalità in Occidente e ora pensa di compensarlo con immigrazioni? In un momento di crisi economica, con un tasso di disoccupazione nel nostro Paese come l’attuale? Con un costo di accoglimento così gravoso per il nostro bilancio?
Io ho parlato dell’esigenza di chiarire le vere cause del problema, che altrimenti non si risolve, anzi si aggrava. I dubbi sul fatto che si vogliano disconoscere queste vere cause stanno anche nella confusione che regna in Europa. Si è mai pensato come mai i migranti siano prevalentemente giovani e sani? I meno giovani non temono i conflitti e la fame?

Veniamo al punto. Lei ha scritto che c’è un disegno per “ridimensionare il cattolicesimo”, ha parlato di un progetto di re-ingegnerizzazione gnostica del mondo che ha un nemico dichiarato: la Chiesa cattolica, e lo ha fatto citando il segretario dell’Onu Ban Ki-moon e il Rapporto Kissinger del 1974. Perché la Chiesa cattolica è il bersaglio?
Io credo proprio che il fenomeno migrazioni sia una delle (peggiori) conseguenze dei fallimenti del cosiddetto Nuovo Ordine economico Mondiale instaurato negli anni Settanta per regolare il necessario processo di globalizzazione. Invito a riflettere sul fatto che tutti gli obiettivi del Nuovo Ordine non solo non si son realizzati, ma si è prodotto esattamente il contrario: si volevano estinguere tutte la cause di conflitti, diseguaglianze, povertà, intolleranza religiosa, totalitarismi, e si è prodotto il risultato opposto, incluso un processo di migrazione forzato. Il vero grande “successo” del Nuovo Ordine è stato aver creato una crisi economica globale, a sua volta origine di altre conseguenze dannose. Dobbiamo poi riconoscere che c’è stato un altro “vero successo”: quello legato al processo dichiarato di relativizzazione delle fedi religiose, mirante alla laicizzazione delle stesse, con conseguente crollo dei valori morali e cambiamenti all’interno della Chiesa cattolica. Se osserviamo le conseguenze di questi fatti osservati, non possiamo non riflettere sul rischio (per alcuni) o opportunità (per altri) di una processo di reingegneria socio-religiosa ispirata certamente, e direi anche gestita. Se poi avessimo anche la pazienza di andarci a rileggere le dichiarazioni fatte dai leader internazionali negli ultimi quaranta anni, troveremmo materia di analisi sul fatto che “nulla succede per caso”. Non parliamo di teorie di complotto, parliamo di fatti.

Leggendo il suo saggio, viene da pensare che la stessa Chiesa cattolica finita sotto attacco non abbia capito quanto sta accadendo. E’ così?
Il cattolicesimo è una fede assoluta e dogmatica che pretende doveri verso il Creatore. Il mondo laicista non tollera questi “doveri”. Vede, il progetto di Nuovo Ordine Mondiale prevedeva più obiettivi strategici che andavano dal controllo delle nascite ai nuovi paradigmi etici verso le fedi religiose più dogmatiche, al fine di avere una sola grande religione universale. Negli ultimi quarant’anni non si è fatto altro che discutere sui nuovi obiettivi per l’umanità, poi abbiamo avuto l’11 settembre e tutto è cambiato, si è gestita opportunisticamente l’emergenza… Si è lasciato ben intendere che i diritti civili che il mondo meritava non avevano nulla a che fare con quelli insegnati dalla morale cattolica tanto che il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità arrivò a spiegare che l’etica cristiana non avrebbe più dovuto esser applicata in futuro. E Obama nel 2009 dichiarò che la salute è benessere psico-bio-sociale, e via ad aborto senza restrizioni, eutanasia grazie a limitazione cure, negazione al diritto di coscienza. Era evidente che il cattolicesimo era sotto attacco, no? Poi il segretario dell’Onu Kofi Annan nel suo storico discorso ai leader religiosi a New York nel 2000 arrivò a parlare di una esigenza di sincretismo religioso per creare una nuova religione universale, spiegando che i processi di immigrazione avrebbero aiutato questo progetto…

La Chiesa è rimasta a guardare?
Io non mi permetto di criticare le istituzioni ecclesiastiche, tantomeno il Papa; che mai potrebbe dire di diverso il Papa, se non esortare alla carità? Semmai resto perplesso di fronte ad affermazioni fatte da illustri membri di istituzioni che sembrano voler ignorare le cause e fanno proposte genericamente umanitarie, prescindendone. Ha mai visto risolvere un problema agendo sugli effetti anziché sulle cause? Come si può pensare di risolvere problemi di miseria materiale e sociale senza risolvere prima i problemi morali? Ma questi illustri ecclesiastici hanno letto e meditato su Caritas in Veritate e Lumen Fidei? E poi trovo sbagliato usare considerazioni morali-umanitarie facendo riferimenti sacri.
Qualcuno l’ha attaccata dicendo che con le sue teorie va contro il messaggio di Papa Francesco e si avvicina alle tesi di Trump e Salvini.

Come risponde?
Avrà notato che da qualche tempo nel nostro Paese si son sviluppati due sport: gli “interpretatori del Santo Padre” e i “cacciatori dei dissidenti” (veri o inventati) del pensiero del Papa. Mancando argomenti inventano similitudini suggestive ed offendenti.

Lo scisma nella Chiesa? Non ci sarà, a meno che... Agostino Nobile

Da circa due secoli la massoneria italiana ha stabilito il piano per abbattere il papato. Sapevano che ci sarebbero voluti molti anni, forse un secolo, ma con la certezza che quel giorno sarebbe arrivato. Il programma prevede la separazione tra Chiesa e Stato, realizzato il 20 settembre del 1870, e l'uguaglianza di tutte le religioni per annichilire tutte le dottrine, affinché emerga in tutte le culture la religione massonica, unica depositaria della Verità (per chi non l'avesse visto, vale la pena riproporlo).  Il metodo è relativamente semplice. Far credere ai sacerdoti e ai fedeli che la lettura evangelica debba adattarsi ai costumi del mondo che cambia. Ma chi legge il Vangelo, trova scritto: 
“Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia” (Gv 15,18-20). E dato che il mainstream e la morale non nascono spontanemente, come pensano oggi in Vaticano, ma create dagli stessi massoni e affini attraverso i mezzi di comunicazione, se si continuerà su questa strada il programma non potrà che realizzarsi. Per quanto riguarda i rinnovamenti della chiesa bergogliana, che accusa di legalismo i fedeli alla bimillenaria dottrina, leggiamo: “In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto” (Mt 5,18).  

martedì 21 febbraio 2017

Il cardinale Zen sui Dubia. "Una rispettosa richiesta alla quale i cardinali hanno titolo ad avere chiarezza"

Nella nostra traduzione un articolo pubblicato ieri da LifeSiteNews. Un altro autorevole appoggio ai 4 Cardinali e dunque ai Dubia: una figura rappresentativa della Chiesa asiatica, il cardinale Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong. Qui un precedente in cui denuncia i compromessi tra Vaticano e Cina.

Il cardinale Joseph Zen in una intervista con EWTN di Raymond Arroyo ha espresso il suo appoggio ai Dubia dei quattro cardinali che chiedono chiarimenti sulla esortazione apostolica Amoris Laetitia - Capitolo 8.
Il Cardinale ha detto: "Credo che sia una richiesta molto rispettosa, da parte di quei vescovi e cardinali, di avere chiarimenti".

Papa Francesco è rimasto in silenzio sul "sì e no" sulle domande sollevate dai cardinali Raymond Burke, Walter Brandmüller, Joachim Meisner e Carlo Caffarra.

Il cardinale Zen è il vescovo emerito di Hong Kong, uno strenuo difensore della verità cattolica contro il regime in Cina, e una voce chiara sulle questioni pro-vita. Egli sostiene lo stile corretto con cui i quattro cardinali si sono rivolti al Papa per avere chiarimenti e concorda sul fatto che Francesco dovrebbe chiarire le ambiguità.

Ordine di Malta. Il Card. Burke non ci sta a fare il capro espiatorio e accusa di calunnia il Reggente

Marco Tosatti su Stilum curiae

Il cardinale Burke non ci sta, ad essere usato come capro espiatorio per le lotte di potere interne all’Ordine di Malta, con le loro metastasi vaticane. Finché ad attaccarlo erano i giornalisti contigui al cerchio magico pontificio, magari con qualche piccolo aiuto proveniente dalla Segreteria di Stato, molto interessato a ciò che succede fra i Cavalieri, ha più o meno lasciato correre. Ha fatto conoscere in maniera indiretta il contenuto della lettera che gli ha inviato il Pontefice in relazione al caso dei preservativi distribuiti in alcune zone dell’Africa e dell’Asia, in modo da chiarire che agiva su mandato preciso, e basta. Ma poi ha parlato il Reggente, accusandolo; e a quel punto, deve essersi detto il porporato americano, il troppo è troppo.

La nuova dottrina di Ecclesia de Eucharistia, ultima enciclica di Giovanni Paolo II, che proponeva la Messa “cosmica” ed “escatologica” - P. Pasqualucci

Il presente saggio critico di Paolo Pasqualucci, da lui opportunamente modificato ed ampliato, non deve ritenersi privo di attualità. E lo riproponiamo manche in relazione ai recenti venti di ecumenizzazione della Messa. L'interpretazione della Messa NO dataci da Giovanni Paolo II nell'ultima sua Enciclica, pur denunciando gli abusi liturgici imperversanti e ribadendo alcune verità di fede essenziali all'ortodossa liturgia della Messa, introduceva tuttavia una prospettiva "di comunione", "cosmica" ed "escatologica" della stessa, intrecciata all'afflato ecumenico particolarmente intenso in questo Pontefice, tali da rappresentare elementi difficilmente conciliabili con la Tradizione della Chiesa e la Messa di rito romano antico o Ordo Vetus. Ed è intuibile come questi elementi abbiano contribuito sulle percezione del rito da parte di fedeli e chierici privi degli antidoti della Tradizione.

Religione – Crisi del Cattolicesimo  1

La nuova dottrina di  Ecclesia de Eucharistia, ultima enciclica di Giovanni Paolo II, che proponeva la Messa “cosmica” ed “escatologica”.

Sommario: Premessa. 1. Introduzione. 2. Il contenuto essenziale dell’enciclica. 3. Il Papa deplorava i molteplici e variegati abusi dell’Eucaristia. 3.1 Un esempio concreto del caos dottrinale e pastorale che imperversava nella Chiesa, coinvolgendo la Liturgia. 4. Le verità di fede richiamate da Giovanni Paolo II a proposito dell’Eucaristia. 5. L’enciclica si situava sempre nell’orbita del Nuovo Catechismo, nel quale si riflettevano le novità conciliari: 5.1 Una nuova concezione della Messa. 5.2 L’ombra della nuova concezione della Chiesa penetrata nel Concilio. 5.3 Una corrotta teologia della Redenzione. 6. La rappresentazione dell’’Eucaristia nell’enciclica woytiliana. 7. Osservazioni su alcuni punti essenziali dell’enciclica: 7.1 Qual è il significato autentico del “Mysterium fidei”, come impiegato nel Novus Ordo? “Cosmico” ed “escatologico”, banchetto nel quale si consuma il Cristo glorioso... 7.1.1. Il mutamento di senso della Messa è confermato dall’enciclica. 7.1.2 La Nuova Messa vuol essere “cosmica” ed “escatologica”. 7.1.3 Il nuovo vertice della Messa: la S. Comunione, al posto della Consacrazione. 8. La S. Comunione ritenuta da Papa Woytila all’origine della “Chiesa di Cristo” fin dall’ultima Cena 9. La S. Comunione realizza di per sé l’unione dei fedeli in Cristo, assunta a fine essenziale dell’Eucaristia. 9.1 Ritorno della “Messa-pasto”? 9.2 La dottrina eucaristica del Magistero infallibile. 9.3 L’“unione con Cristo” secondo il Nuovo Catechismo. 9.4 Dall’Eucaristia così intesa un impulso prevalentemente intramondano ed ecumenico. 10. La S. Comunione intesa infine come modulo e archetipo dell’unità della Chiesa, dei cristiani, del genere umano, dell’universo: 10.1 Questione non di fede bensì di mera opportunità. 10.2 L’enciclica si mostrava  degna dell’ira divina abbattutasi sulla Chiesa a partire dal Concilio. 10.3 Propositi inconcepibili, teologicamente aberranti, che provocano la giusta ira di Dio su tutta la Chiesa.

lunedì 20 febbraio 2017

“La deposizione del Papa” – un importante Colloquio internazionale sul tema

Circola da qualche tempo la locandina di quattro pagine con l’annuncio dettagliato di un importante “Colloquio internazionale” sul tema, diventato negli ultimi tempi di vitale importanza per la Chiesa cattolica, della “Deposizione del Papa. Luoghi teologici – Modelli canonistici – Poste costituzionali” [Locandina leggibile o scaricabile qui].
Il colloquio si terrà il 30 e il 31 marzo 2017, in Francia, a Sceaux. È organizzato congiuntamente dall’Università di Parigi-Sorbona, di Parigi-Sud e Parigi-Saclay (Facoltà Jean Monnet), dall’Università di Clermont in Alvernia, dal Laboratorio per il Diritto & le Società Religiose, dal Centro Michel de l’Hospital e dall’Istituto delle Scienze Giuridiche e Filosofiche della Sorbona. Vi partecipano sedici professori, gran parte dei quali ordinari. Il Colloquio raccoglie tra i migliori specialisti del mondo accademico francese nel campo del diritto pubblico, della storia del diritto, del diritto canonico. Il suo interesse deriva anche dal fatto di affrontare la complessa questione da una molteplicità di punti di vista, non limitati pertanto all’angolazione strettamente canonistico-teologica ma includenti profili processualistici e costituzionali, come pure di teoria della politica. La speranza è che da questo Colloquio possano uscire idee nuove, capaci cioè di contribuire a trovare giuste soluzioni per la crisi e l’impasse sempre più grave che al momento attanagliano la Chiesa cattolica. 
[Presentazione a cura di Paolo  Pasqualucci , 20 febbraio 2017]

Il nuovo grimaldello contro la libertà di parola e di pensiero

clicca su immagine per ingrandire
In poche parole: poiché non vi è lecito indagare su verità diverse da quelle che il TG1, TG2, TG3, TG5 e La7, Repubblica e Corriere della Sera (et similia) vi ordinano di ascoltare, si proclama che da ora in poi chiunque osi asserire una verità diversa da quella da noi promulgata venga multato ed arrestato. 
...firmato... IL POTERE

In tempi di totale relativismo, chi stabilirà cosa è vero e cosa è falso? 
Soltanto una élite dittatoriale, che lo deciderà di volta in volta. 
Attenzione a questo ddl liberticida, che colpisce il dissenso, aggredendo direttamente il processo democratico in Italia ed eliminandolo.

 P.S. Guarda anche il punto 7 a questo link e vedi se trovi qualche analogia con il ddl 
Qui invece il testo del ddl, atto del Senato 2688
[Fonte Fb]

Dopo aver predisposto questa essenziale informazione, trovo l'articolo di Campari & De Maistre (by MiL), che riporto di seguito:

don Elia. Castighi celesti

Nel tempo che ho stabilito, io giudicherò con rettitudine. Si scuota la terra con i suoi abitanti, io tengo salde le sue colonne. Annienterò tutta l’arroganza degli empi; allora si alzerà la potenza dei giusti (Sal 74, 3-4.11).
Ci sono nella storia momenti in cui Dio punisce le società umane per colpe particolarmente gravi. Il castigo collettivo, com’è ovvio, non è legato in modo biunivoco ai peccati dei singoli individui, ma coinvolge inevitabilmente un popolo nella sua globalità. Evidentemente non si può stabilire con assoluta certezza che una catastrofe sia conseguenza di una determinata colpa, ma uno sguardo di fede, illuminato dal carisma profetico di cui il Cristo dota alcuni membri del Suo Corpo mistico, consente di individuare dei legami causali, nella dinamica soprannaturale degli eventi, con una sufficiente certezza morale. Ciò è comprovato dalla Sacra Scrittura, dai Padri, dal Magistero e dalla teologia tradizionale. Il Signore ricorre a rimedi estremi solo per far breccia nei cuori induriti dall’orgoglio e dalla disobbedienza, come pure retribuisce con giustizia – spesso già in questa vita – i crimini di quanti si rifiutano di ammetterli e di correggersi. La misericordia non ha effetto se non su chi riconosce umilmente i propri peccati ed è deciso ad emendarsene con tutte le forze.

domenica 19 febbraio 2017

Girare per strada e accorgersi che il senso della storia s’è perso per sempre

Matteo Righetto su Il Foglio di oggi.
Abbiamo trasformato il passato in risorsa per turisti,
nel migliore dei casi.

L'abbiamo negato. Di fatto.
Cancellato o perduto.
Oggi blateriamo di integrazione.
E non sappiamo più, noi per primi, a che cosa
Appartenere a nulla, estranei a noi stessi.
Diseredati.

(Franca Negri su Fb)

I giovani e il de profundis dell’identità culturale

Se avete dieci minuti liberi, provate a fare questo gioco. Andate nel centro storico della vostra città, posizionatevi in un punto qualsiasi e chiedete ai passanti più giovani dove si trovi una tal chiesa o una tal via. Scoprirete che quasi nessuno lo sa. Io l’ho fatto a Padova, la mia città, scoprendo inorridito che la grande maggioranza degli under 25 interpellati (poco importa se patavini o studenti fuori sede: se si vive in una città la si deve conoscere) non sa minimamente dove si trovino la chiesa del Carmine né quelle di San Nicolò o di Santa Sofia, solo per citare alcuni luoghi di culto tra i più prestigiosi della città. Peggio: moltissimi fra loro addirittura non sanno dove sia il Duomo, che quando va bene confondono con la Basilica del Santo. Se anche voi farete questo gioco scoprirete invece che tutti i ggiovani o diversamente ggiovani (categoria quest’ultima troppo spesso trascurata nel novero delle disgrazie nazionali) sanno dove si trova il negozio di Tim o quello di Vodafone, anche se non sono capaci di darvi le indicazioni per arrivarci, sia perché ignorano i nomi delle vie e delle piazze, sia perché non riescono a spiegarsi comprensibilmente poiché l’analfabetismo di ritorno è vivo e lotta insieme a noi. Altri farfugliano frasi che grossomodo suonano così: “Cioè… hai presente (dando ovviamente del tu) dov’è Tiger? Ecco, vai lì, poi giri a destra fino al negozio O Bag, poi vai sempre dritto fino a Calzedonia, giri a sinistra e sei da Foot Locker, tu vai a sinistra verso H&M e alla fine te lo trovi davanti. Più o meno tra Intimissimi e Sushiko. Capito?”

L’apertura al peccato di ‘Amoris Laetitia’ prefigurata dalla ‘Pastorale di Cambrai’ del 2003

Tra gli approfondimenti sull'esortazione pastorale più discussa della storia, oggi leggiamo questi pensieri di Paolo Pasqualucci che, oltre a rivelare prodromi interessanti del problema, ci aiutano ad approfondire. E il materiale, avuto riguardo all'AL, non manca... (Vedi archivio articoli)

Perché l’Esortazione Amoris Laetitia di Papa Francesco “sull’amore nella famiglia” ha destato tanta agitazione e scandalo, spingendo ben quattro cardinali ad avanzare cinque mesi fa cinque (finora inevase) richieste di chiarimenti (Dubia), coinvolgenti pesantemente l’ortodossia dottrinale del documento pontificio?
Perché, nel suo cap. VIII, ai parr. 300-305, si concede (secondo l’interpretazione dei vescovi argentini, approvata dal Papa stesso in una lettera con l’ormai famoso no hay otras interpretaciones) la “possibilità di accostarsi alla Santa Comunione fuori delle condizioni di Familiaris Consortio n. 84”, come recita il Dubbio n. 1.
‘Mbè, tutto qui?  si chiedono i media, in genere pieni di lodi sperticate per la “misericordia” a 360° di Papa Francesco. Che vogliono questi quattro cardinali, persone anziane e a riposo, che niente capiscono, sempre secondo i media, delle esigenze di vita della coppia moderna?  Che c’importa di quello che ha detto in un vecchio documento pastorale un Papa ormai defunto da dodici anni?  Il fatto è che i media che contano non sembrano aver mai spiegato chiaramente i termini della questione, che è di una gravità eccezionale, per la Chiesa cattolica.