domenica 25 settembre 2016

Lampedusa, solo una fiaba strappa-lacrime

I media e le agenzie formative e informative, ormai di regime, ci bombardano di messaggi ideologici e tecniche manipolatorie. Non ultima la TV di stato con la recente Fiction Lampedusa. L'ho guardata quel tanto per rendermi conto, perché era prevedibile quale melassa preconfezionata avrebbe veicolato. Mi ripromettevo di scriverne. Ma ho trovato il testo di Rino Cammilleri su La Bussola q. [qui], che riporto di seguito.

In riunione di redazione è stato deciso di affidarmi un pezzo sulla fiction Lampedusa, miniserie in due puntate che Ra1 ha finito di trasmettere il 21 settembre. Pur riluttante, mi sono accinto a guardarla, accorgendomi subito che mi ero perso la prima parte. Il riassunto della puntata precedente, comunque, mi ha confermato quel che mi aspettavo.

Iniziata, come di consueto, alle nove e un quarto (c.d. prime time , [in italiano, in prima serata: quell'orario che suppone il maggior ascolto]), alle dieci avevo già buttato la spugna. Puro minculpop TeleRenzi. Regia, attori e sceneggiatura? Bah, avete presente Montalbano? Uguale, cambiava solo l’argomento. Stesse facce, Zingaretti a parte. Chissà perché in Italia lavorano sempre i medesimi. Mah. Dizione? Seeeh, pure romanesque. Fantasia? Se volete vederne, rivolgetevi a Walt Disney. Buonismo, cattocomunismo bergogliano, ponti e non muri. Sentimentalismo in salsa coop-caritas.

sabato 24 settembre 2016

Con viva preoccupazione: Noi accusiamo Papa Francesco

Riprendiamo nella nostra traduzione il Libellus di accusa formulato nei confronti del papa in una Dichiarazione congiunta di due testate cattoliche U.S.A. [qui]: The RemnantCatholic Family News.

“L’evento cruciale che ci ha indotti a fare questo passo è stata la rivelazione della Sua lettera ‘confidenziale’ ai vescovi di Buenos Aires, che li autorizza – unicamente in base al Suo punto di vista individuale espresso nell’Amoris Laetitia – ad ammettere determinati pubblici adùlteri che si sono uniti in ‘seconde nozze’ ai sacramenti della Confessione e della Santa Comunione, senza che essi abbiano alcun serio proposito di riformare le loro vite, ponendo fine alle loro relazioni sessuali adultere”.

Di Michael Matt, Christopher Ferrara e John Vennari
Dichiarazione congiunta da parte di The Remnant e di Catholic Family News
(Pubblicata in tre parti: quella che segue è la prima parte.)

19 settembre 2016
Festività di San Gennaro nel mese della Madonna Addolorata
Santità,

Il seguente discorso, ispirato dalla nostra viva preoccupazione di semplici membri del laicato, potrebbe essere definito un’accusa contro il Suo pontificato, che è stato una calamità per la Chiesa e la delizia dei poteri di questo mondo. L’evento cruciale che ci ha indotti a fare questo passo è stata la rivelazione della Sua lettera ‘confidenziale’ ai vescovi di Buenos Aires [vedi qui, nel blog], che li autorizza – unicamente in base al Suo punto di vista individuale espresso nell’Amoris Laetitia – ad ammettere determinati pubblici adùlteri che si sono uniti in ‘seconde nozze’ ai sacramenti della Confessione e della Santa Comunione, senza che essi abbiano alcun serio proposito di riformare le loro vite, ponendo fine alle loro relazioni sessuali adultere.

venerdì 23 settembre 2016

Quelle sconvolgenti parole di Padre Pio sull’aborto

Oggi la Chiesa celebra la memoria di San Pio da Pietrelcina.

Milioni di fedeli nel mondo seguono l'esempio del "frate delle stimmate", per camminare sulle vie del Vangelo. Francesco Forgione nasce a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887. Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio da Pietrelcina. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910. Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Il 20 settembre 1918 il cappuccino riceve le stimmate della Passione di Cristo che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni. Muore il 23 settembre 1968, a 81 anni. Dichiarato venerabile nel 1997 e beatificato nel 1999, è canonizzato nel 2002.

Se il prossimo papa sarà bergogliano, il Vaticano diventerà a tutti gli effetti una succursale cattomassonica.

Ringraziamo Agostino Nobile, Autore di: “Quello che i cattolici devono sapere – Almeno per evitare una fine ridicola” e “Anticristo Superstar”, per averci inviato il testo riportato di seguito.

Il cattolicesimo? Per definirlo è necessario specificarne la tipologia, che va dal sedevacantista, tradizionalista, modernista, cattocomunista al cattofascista. Con Bergoglio si sono aggiunti i cattoecologisti, cattobuonisti, cattorelativisti e non è detto che la lista si esaurisca qui. Le divisioni ci sono in tutte le famiglie e il cattolicesimo non fa eccezione, ma a partire dal Vaticano II le definizioni di appartenenza sono fiorite in maniera esponenziale come una malapianta, una più velenosa dell'altra. Una guerra fratricida sta mettendo a dura prova una Chiesa che per secoli, nonostante le infinite controversie, ha tenuto una linea di demarcazione abbastanza netta tra cattolicità ed errori dottrinali. Col vescovo di Roma che promuove una Chiesa aperta al mondo corteggiando sia gli atei che le altre religioni, lamentandosi puntualmente dei cattolici con una sfilza di accuse colorite, diciamo, poco misericordiose, si prevede un ulteriore inasprimento tra le fazioni cattoliche.

Venerdì 23 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Questa settimana siamo impegnati a pregare in riparazione delle offese al Sacro Cuore di Gesù, consumate nel raduno “interreligioso” tenuto dal 18 al 20 settembre ad Assisi, dove, ancora una volta, si è negata di fatto l’unicità della Fede cattolica per la salvezza e si è pregato per una “pace” unicamente umana, dimenticando che la vera pace può venire solo da Cristo, come Egli stesso ci ha detto. Inoltre non scordiamoci che tutti questi raduni con rappresentanti di false religioni distolgono i cattolici dal loro obbligo di apostolato, che viene abbandonato in nome del perverso mito del “dialogo”.
Preghiamo perché il Signore doni alla Sua Chiesa santi Pastori che possano riportare sulla giusta strada i molti fedeli che rischiano la dannazione seguendo le parole dei troppi cattivi maestri che infestano la Chiesa. 

Per la nostra formazione, proseguiamo nella lettura degli Scritti di Charles de Foucauld. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 22 settembre 2016

Perché mi oppongo alla canonizzazione di Paolo VI...

...Okay, quei puntini "..." significano che la frase non era completa. Eccone il resto: "...per aver scritto la Humanae Vitae." In generale, la santità è basata più sulle virtù personali del candidato che su una lista di obiettivi raggiunti. Per cui sulla santità personale Paolo VI potrebbe abbastanza certamente essere qualificato.

Invece, nel loro zoppicante tentativo di contrastare la rivoluzione sessuale quarant'anni dopo i fatti, i neo-conservatori cattolici hanno già qualificato come un leone (se non già canonizzato) Paolo VI, solamente per aver composto la Humanae Vitae, che loro vanno glorificando come profetica.

Humanae Vitae, come molti sapete, è l'enciclica del 1968 in cui Paolo VI riaffermò il tradizionale divieto sulla contraccezione. L'enciclica, quasi immediatamente, ottenne il risultato esattamente opposto al suo intento, col risultato che oggi pressoché tutti i cattolici usano o hanno fatto uso della contraccezione.

Glossa di Chiesa e post-concilio tra due Lettere aperte.

Mi scopro coinvolta mio malgrado in un contendere, che mi chiama inopinatamente in causa, al quale in precedenti occasioni mi ero sottratta, oltre che per la mia totale estraneità alle dinamiche contendenti, soprattutto per evitare che il blog divenisse terreno di scontro anziché di incontro.
Sull'argomento in questione, invece, è andata diversamente perché la discussione si è sviluppata in itinere attraverso contenuti all'inizio generici [qui], poi man mano più dettagliati per il coinvolgimento di altri interlocutori [quiqui - qui - qui - qui].
Questa è l'ultima tappa del percorso: don Curzio Nitoglia in risposta ad Arnaldo Xavier Da Silveira [qui] pubblicata da Una Vox. Stralcio la parte conclusiva che riguarda questo blog.
[...] Il nuovo “aggiornamento” dell'opinione bellarminiana da Lei proposto è stato inteso da alcuni dei quarantacinque intellettuali, che hanno firmato il manifesto inviato ai Cardinali nel mese di agosto del 2106, esattamente nel significato Conciliarista mitigato di dichiarare Francesco I eretico e di deporlo o costatare la sua deposizione, come uno di essi ha scritto sul sito “chiesaepostconcilio” della dottoressa Maria Guarini.
Avrei preferito lasciar correre; ma devo chiarire la mia posizione che è stata completamente fraintesa. Né il blog né i suoi collaboratori né altri interlocutori nel contesto dei 45 studiosi, hanno mai 'sposato' alcuna ipotesi di deposizione del Papa.
Ciò che effettivamente è stato detto lo ribadisco di seguito e questa è la mia ultima parola su questa discussione tra studiosi, per il cui eventuale sviluppo se la vedranno tra loro.

In questo precedente articolo, citando la Lettera dei 45 studiosi, si era sostenuto che occorre un movimento di opinione che sfoci in un'azione concreta, per far sì che il Papa attuale ritorni alla vera dottrina. Si tratta tutt'al più, per quanto ci riguarda, di un'espressione di sfiducia e non senza l'opera di cardinali. Cito: ...vale a dire, di come la “pars sanior” del Sacro Collegio possa sfiduciare il Papa, senza deporlo formalmente, sanzionarlo di una censura di tipo etico. Soluzione, peraltro, considerata la più radicale, alla quale annotavo... o per lo meno, se ciò dovesse apparire problematico e dunque inattuabile, lo studio e l'impegno corale potranno mettere in campo elementi utili e oggetto di attenzione al Papa che verrà.
Il che è ben diverso da quanto viene attribuito.
Maria Guarini

UCM Umanità Culturalmente Modificata

Nell'articolo che riprendo di seguito Costanza Mirano [qui] non dice nulla di quanto già non fossimo consapevoli. Ma la sua testimonianza diretta ci dà un quadro netto e inequivocabile di qual è l'humus ideologico nel quale si sta manipolando il futuro del nostro Paese e non solo. Il problema è che, come cittadini, in teoria dovremmo avere il diritto di scegliere le possibili alternative; ma, in pratica, i soggetti politici che dovrebbero rappresentarci, quando non latitano sono in esigua minoranza. Ciò vale sia nella realtà civile, così come in quella ecclesiale...

Sono stata a un istruttivo corso di aggiornamento dell’Ordine dei giornalisti – sono obbligatori, che non si pensi che io sia così coscienziosa – tenuto da Monica Cirinnà, chiamata a parlare della sua legge. È stato istruttivo non perché ci fosse qualcosa che non sapessi già (ho letto del tema fino alla nausea), ma perché ho avuto conferma del fatto che il vero obiettivo della legge sulle unioni civili era e rimane un cambiamento di mentalità, di costume. Un cambiamento che procederà, o meglio, vorrebbe procedere anche più speditamente, e lo farà se vincerà il sì al referendum, cosa che secondo la senatrice trasformerebbe il congresso del PD direttamente in Parlamento, come ha detto in un’intervista a Gazebo (“il prossimo Parlamento, il prossimo congresso del Pd avrà il matrimonio egualitario in tutte le mozioni, dopo la riforma faremo la legge” ). Ovviamente è stata riproposta tutta la retorica delle povere persone con tendenza omosessuale impedite di vivere liberamente la loro vita, i loro sentimenti, l’amore, la felicità e via col linguaggio petaloso: “qual è stata la cosa più difficile, senatrice?” “coniugare sentimenti e diritti, cuore e codice”.

mercoledì 21 settembre 2016

Sant'Alfonso contro la falsa pace di Assisi

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Essi dicono: "Iddio vuole la pace comune". E chi lo nega? ma non la vuole con discapito della Sua fede; Egli ch'è il principe della pace, la vuole, e ci comanda di conservarla con noi e cogli altri: "Inquire pacem, et persequere eam". Ma di qual pace intende parlare il Signore? Parla della pace vera, che si acquista e si mantiene coll'esercizio delle virtù: "Fiat pax in virtute tua".Parla di quella pace che si ottiene collo stare unito con Dio e col prossimo; e questa ci conduce poi alla felicità eterna. Non parla già della pace falsa, che si suppone ottenersi col tollerare coloro che voglion credere ed operare a lor piacere contro quel che Dio ha rivelato; questa è la pace degli empi che dormono nella lor perdizione; questa pace di morte non la vuole il nostro Salvatore, ma Egli è venuto a discacciarla dalla terra: "Nolite arbitrari (disse), quia pacem venerim mittere in terram: non veni pacem mittere, sed gladium". S. Luca invece di "gladium" scrisse "separationem"; sicché Gesù Cristo è venuto a separare gl'infedeli da' fedeli, acciocché i fedeli non si perdano col comunicare cogl'infedeli, come spiega lo stesso s. Luca, dicendo: "Cum autem vadis cum adversario tuo ad principem, in via da operam liberari ab illo, ne forte trahat te ad iudicem, et iudex tradat te exactori, et exactor mittat te in carcerem". Ecco il precipizio, al quale conduce la tolleranza col comunicare coi nemici della fede. (Sant'Alfonso Maria de' Liguori)

Müller: Benedetto a Ratisbona fu “profetico”. Corano e spada, una sfida per l'islam

Marco Tosatti, Stilum Curiae. Di seguito un interessante documento sulla cautela di Benedetto XVI nei confronti della lettera delle 138 personalità musulmane, scritta dopo Ratisbona, nella quale in parte concordavano e in parte dissentivano con le posizioni sostenute dal Papa.

“Profetico”: così il Prefetto per la Dottrina della Fede, il card. Gerhard Müller, definisce oggi il famoso discorso di Benedetto XVI a Ratisbona, che tanto clamore suscitò nel mondo islamico, con manifestazioni di piazza e attacchi – fortunatamente isolate e sporadici – ai cristiani.
Il porporato Tedesco parlava il 13 settembre scorso a Ratisbona, in una conferenza intitolata: “Il discorso di papa Benedetto a Ratisbona: una rilettura dieci anni dopo”.
“Il messaggio duraturo del discorso di Benedetto è che senza la pace di Dio nel nostro cuore non riusciremo a padroneggiare la crisi globale attuale. Amore e riconciliazione – non odio e rappresaglia – portano al futuro”.