sabato 24 febbraio 2018

I vescovi tedeschi ammettono alla Comunione i protestanti 'in alcuni casi'

La Chiesa Cattolica esclude la possibilità di intercomunione, cioè la compartecipazione alla celebrazione e alla  comunione eucaristica tra cristiani di diverse confessioni [ciò nonostante vedi recenti sviluppi qui - quiqui]. Ora la Conferenza Episcopale Tedesca ha introdotto una novità - ritorna il ricorso  alle decisioni individuali inaugurato da Amoris laetitia -  che non ha raccolto unanimità nell'ambito della  stessa Conferenza episcopale di Germania. Ne parla il card. Marx, componente del C9, la commissione dei più stretti collaboratori del papa. Ne dà notizia un articolo di Edward Pentin sul National Catholic Register, che riportiamo di seguito nella nostra traduzione.

I vescovi tedeschi hanno votato “a stragrande maggioranza” a favore della realizzazione di una “guida” per i coniugi protestanti ammessi a ricevere la Santa Comunione a determinate condizioni.
Nella consultazione di primavera ad Ingolstadt, la Conferenza Episcopale Tedesca ha convenuto che un partner protestante di un coniuge cattolico può ricevere l’Eucaristia dopo aver effettuato un “serio esame” di coscienza con un sacerdote o con un’altra persona con responsabilità pastorali, dopo aver “affermato la fede della Chiesa cattolica e aver “desiderato di porre fine a “gravi disagi spirituali” ed abbia un “grande desiderio di soddisfare la brama per l’Eucaristia”.

Il ruolo personale del Papa nel nuovo scandalo finanziario del Vaticano

LifeSiteNews ha ottenuto documenti trapelati da The Papal Foundation, una organizzazione di carità statunitense, che mostrano come la scorsa estate papa Francesco abbia chiesto personalmente una donazione di 25 milioni di dollari per il romano Istituto Dermopatico dell'Immacolata (IDI), un ospedale dermatologico piagato dalla corruzione. [Una storia, afferma LifeSiteNews, che ha messo in discussione la reputazione mondiale di Francesco come "il papa dei poveri"].
La Fondazione fu istituita dai Cattolici americani per aiutare i papi a sostenere i poveri nelle nazioni in via di sviluppo. I laici sono diventati membri della Fondazione impegnandosi a donare almeno 1 milione di dollari in dieci anni. La fondazione è cresciuta per oltre 215 milioni di dollari.
La richiesta di Francesco è stata di oltre 100 volte la più grande donazione di sempre effettuata dalla Fondazione.
Nel maggio 2017, La Repubblica – l'unico quotidiano che Francesco dice di leggere – ha riferito di sentenze giudiziarie che coinvolgono membri del consiglio di amministrazione dell'IDI con 24 incriminazioni dettagliate, che hanno portato a una dozzina di condanne, alcune delle quali di oltre tre anni di carcere per peculato.
Senza una chiara spiegazione di come sarebbe stata usata la donazione, il cardinale Wuerl ha autorizzato personalmente il pagamento di 12 milioni di dollari in due tranche separate e ha opposto il veto ad ogni protesta del consiglio di amministrazione e dei membri della Fondazione.
Ciò ha portato alle dimissioni del presidente del comitato di controllo della Fondazione il 6 gennaio. Nelle sue dimissioni, questi ha sottolineato che, riguardo alla richiesta di donazione, "non c'è stata la dovuta professionalità, ma solo un mare di sciocchezze." - [Fonte]

Guareschi e il '48. I cattolici e il 2018 - Cristiano Lugli

Pubblico volentieri l'articolo del nostro carissimo amico Cristiano Lugli, che trovate di seguito, perché il momento è serio e grave e sia come credenti che come cittadini lo stiamo vivendo nella preghiera ma anche nell'azione secondo le possibilità di ognuno. Ed è bene dar voce alle varie riflessioni e posizioni che circolano nel nostro ambito. In ogni caso, viste le sue conclusioni, mi permetto di inserire anche la mia posizione per bilanciarle. Infatti, poiché ormai la data del voto è imminente, colgo l'occasione per dire la mia. È ovvio che chiunque legge è e resta libero di valutare e decidere a sua volta.
Parto da quel che ho appena detto, in una recente discussione, ad amici che perorano la scelta del PDF, e cioè che personalmente mi viene spontaneo esprimere solidarietà ad una persona, come Adinolfi, che riceve molti attacchi ma ha avuto il coraggio di cambiare orientamento e metterci la faccia. Non mi sto a formalizzare sulle storie personali. Sono d'accordo che quel che conta, in politica, è l'impegno e la credibilità, nella condivisione di obiettivi comuni. Ma non arrivo al punto di fare una scelta in quella direzione, dal momento che certamente il tema della famiglia è collegato anche a scelte etiche ed economiche da salvaguardare, ma lo vedrei meglio collocato in un ambito non circoscritto, sia per la indispensabile visuale e impegno più ampi che per evitare questa grande rovinosa frammentazione e conseguente dispersione di voti. 
Per molti prevale l'esigenza di collocarsi al "centro", che non esiste più, ed oltretutto è ballerino con forti propensioni sinistrorse... Non è più il tempo delle 'mezze misure', è necessario schierarsi più nettamente. 
Ricordo che ai tempi dell'Università (così come nel'ambiente di lavoro) nei caldi anni '70 nei quali sembriamo ripiombati, io - che ero moderata - per i sinistri ero fascista e, per gli altri, ero comunista... Oggi mi sono schierata e non vedo alternative. 
È un momento molto difficile, perché gli approcci CDNF e PDF hanno entrambi vantaggi e svantaggi. Mi auguro che la Lega e FdI vadano ottimamente prendendo qualche punto in più di Forza Italia, così che Berlusconi non possa comandare; allo stesso tempo che il PDF passi la soglia del 3%. Aggiungo che personalmente ho molta stima per la Meloni e non per solidarietà femminile, ma perché ho seguito con attenzione le sue motivazioni, le sue proposte, i suoi programmi e trovo che ha intelligenza e grinta tali da non farsi mettere all'angolo se la lasciano entrare nell'agone (cosa nella quale purtroppo parte svantaggiata). Ma prego perché il Signore l'accompagni e la protegga su tutti i fronti.
Come giustamente osserva Irina, la barca piegata a sinistra, da anni, ha imbarcato molta acqua, per riequilibrarla bisogna mettersi a destra, lasciando i genieri ributtare l'acqua a mare e ripararla con senso del dovere e amor patrio. Compito questo che dovrebbe essere fatto proprio, con i dovuti distinguo, anche dalla Chiesa. (Maria Guarini)

Guareschi e il '48. I cattolici e il 2018 - Cristiano Lugli

Quanto mi accingo a scrivere è stato ispirato da una gentile signora che, al termine di un appassionante pomeriggio trascorso a parlare di messer Giovannino Guareschi, si è diretta verso di me dicendomi a gran voce: “Come faremo ad andare a votare il 4 di marzo?! Quest’anno, poi, ricorrono i settant’anni dalle prime elezioni. Bisogna dire qualcosa, bisogna fare qualcosa!”.
La carica di questa signora, non più al fiore dell’età anagrafica, mi fa sentire in dovere di dire, appunto, “qualcosa”. 
Ha ragione la signora: quest’anno ricorrono i settant’anni dalle prime votazioni, fatte due anni dopo il Referendum del 2 giugno 1946 dove si è costituita quella fuida cosa chiamata Repubblica, e che da ben settantadue anni subiamo con tutta la democraticità che ne fa da padrona. 
Ma non è tutto. Questo 2018 ci porta anche a commemorare il 50º della morte di Giovannino detto Guareschi. Il 22 luglio del 1968 moriva a Cervia, nella solitudine tipica degli uomini che hanno dato da fare al Princeps huius mundi, la cui grande opera, però, è emersa postuma al loro itinerario terreno: Guareschi è, oggi più che mai, circondato di amici, continuando a vivere ovunque e rimanendo uno degli autori più tradotti e venduti nel mondo.

venerdì 23 febbraio 2018

Vi pare normale? Non è altro che l'uomo senza Logos

Anche se subirà una sconfitta, la sinistra, nel corso degli anni, ha inoculato tanto di quel veleno nel corpo sociale che non sarà facile eliminarlo. Ma qual è il vero fascismo? Chi è che instilla odio nelle menti che armano mani violente? Ѐ possibile che non si possa fa nulla per interrompere la spirale dell'odio politico, del quale i Centri Sociali rappresentano il braccio mentre gli intellettuali e non pochi insegnanti la mente? L'estremismo opposto, del pari riprovevole, non è così diffuso e il clima attuale, sempre più aspro e conflittuale, sembra alimentato da una nuova strategia della tensione per arginare il cambiamento nel nostro Paese.

Ѐ un copione che si ripete. Sostanzialmente identico. Cambiano solo il numero dei feriti e le modalità di aggressione, ogni volta più gravi. Ieri a Torino il corteo antagonista, in aggiunta a caschi, passamontagna e mazze – intramontabile look pacifista -, ha difatti infiammato la propria manifestazione con ordigni artigianali a dir poco spaventosi: bombe con i chiodi. Confezionate per mutilare, assicurano gli esperti. Non a caso un agente, rimasto gravemente trafitto alla gamba, è stato ricoverato e subito operato.
Al che sorge spontanea una domanda: vi pare normale? Sì, dico a voi fieri antifascisti. Voi che non siete affatto tutti violenti, anzi. Epperò i responsabili di questa ed altre aggressioni, lo sapete, dicono di ispirarsi al vostro medesimo patrimonio ideale. Dunque, delle due l’una: o siete silenziosamente complici di cotanti disordini – e propendo ad escluderlo – oppure siete i primi ad esserne politicamente infangati. Un’eventualità, quest’ultima, che non può lasciarvi indifferenti. Dovete reagire. Battere i pugni. Alzare la voce. Sconfessarli, quei balordi.

Il Convegno di aprile su Caffarra e i limiti dell'autorità papale. E della libertà di Newman

Riprendiamo da Stilum Curiae la riflessione (ma anche qualche notizia in più) sul Convegno che si svolgerà a Roma, il 7 aprile, a ricordo del card. Caffarra e per discutere, oltre che della confusione nella Chiesa, anche dei limiti dell’infallibilità papale. E di quel grande uomo che fu il beato Newman; tanto più prezioso nei nostri tempi. L'autore della riflessione è un "ex di Avvenire, ex del Movimento per la Vita, ex di un sacco di altre cose, ma non ex cattolico".
A proposito del fatto che che uno dei cardinali presenti parlerà di alcuni aspetti del pensiero del cardinal John Henry Newman, ricordiamo qui il ponderoso intervento del card. Gerhard Müller da noi appena tradotto da Catholic thing.

Vengo a sapere dagli organizzatori del convegno intitolato “Chiesa dove vai?Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione” (Card. Carlo Caffarra)”, che si terrà il 7 aprile a Roma (The Curch Village (sala La Rambla), Via di Torre Rossa 94, ore 15), che uno dei cardinali presenti parlerà di alcuni aspetti del pensiero del cardinal John Henry Newman (1801-1890) beatificato da Benedetto XVI nel 2010, cioè solo 8 anni orsono.

Ho trovato questa scelta particolarmente opportuna e felice. Newman infatti è stato un gigante del pensiero, che forse la Provvidenza ha voluto darci in preparazione a questi tempi così confusi. Perchè? Proverò a dirlo in estrema sintesi: Newman è anzitutto un convertito, essendo passato dalla fede anglicana alla fede cattolica. Ebbe ad esclamare, infatti, che “a studiare la storia si smette di essere protestanti e si diventa cattolici”.

Possono esserci "cambiamenti di paradigma" nell'interpretazione del deposito della fede? - Card. Gerhard Müller

Nella nostra traduzione da The first thing riprendiamo l'opinione critica del Card. Gerhard Müller, ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, sul “cambiamento di paradigma” determinato da Amoris Laetitia - cioè di cambiamento profondo, quasi una rivoluzione - nell'interpretazione del Depositum fidei, che si aggiunge alle precedenti di cui recentemente abbiamo parlato [qui - qui].

Questa è la terza di una serie di riflessioni del cardinal Müller su questioni di importanza attuale nella vita della Chiesa.
[la seconda riguarda il potere papale: Autorità del Papa e Magistero della Chisa, che ha suscitato i seguenti commenti: Riflessioni sulla questione dell'infallibilità pontificia e sulle divisioni nella Chiesa - Paolo Pasqualucci - La tentazione collegialista per arginare gli eccessi di questo papato. Un inganno pericoloso da evitare - Cesare Baronio]

Possono esserci "cambiamenti di paradigma" nell'interpretazione del deposito della fede?

Nel commentare l'esortazione apostolica Amoris Laetitia, alcuni interpreti avanzano posizioni contrarie al costante insegnamento della Chiesa Cattolica, negando in modo efficace che l'adulterio è sempre oggettivamente un peccato grave o rendendo l'intera economia sacramentale della Chiesa esclusivamente dipendente dalle disposizioni soggettive delle persone. Essi cercano di giustificare le loro affermazioni insistendo sul fatto che attraverso i secoli c'è stato uno sviluppo della dottrina sotto la guida dello Spirito Santo, un fatto che la Chiesa ha sempre ammesso. A sostegno delle loro affermazioni, di solito si appellano agli scritti del cardinale John Henry Newman, e in particolare al suo famoso Saggio sullo sviluppo della dottrina cristiana (1845). Le argomentazioni di Newman sono davvero degne di considerazione. Ci aiuteranno a comprendere il tipo di sviluppo possibile nelle questioni toccate da Amoris Laetitia.

Venerdì 23 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso orizzonti inesplorati ma fuori dalla Via maestra.
Preghiamo per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia. Poiché Cristo Signore ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5), chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli e i mali che lo insidiano in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proponiamo una lettura di Sant'Ambrogio sull'Eucaristia. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete è possibile conservare la biblioteca di letture di formazione.

giovedì 22 febbraio 2018

Terremoto. Ostie trovate intatte nel tabernacolo. «Gesù sotto le macerie» di Arquata

Ritrovata dopo oltre un anno dal terremoto la pisside che era nel tabernacolo della chiesa parrocchiale di Arquata del Tronto con le Ostie ancora intatte.
Un tabernacolo del ’500 sepolto per mesi sotto le macerie della chiesa di Santa Maria Assunta di Arquata, distrutta dal terremoto del 2016. Era stato collocato in un magazzino insieme ad altri resti salvati dalle macerie, solo adesso restituiti alla diocesi.
Una volta aperto, è stata trovata la pisside rovesciata, ma ancora chiusa, nella quale sono state rinvenute le Sacre Specie ancora intatte nella forma, nel colore e nell'odore. Solitamente le ostie dopo qualche settimana senza essere utilizzate si coprono di muffa o di batteri che le rendono inutilizzabili.
Invece le 40 ostie contenute in quella pisside conservano la freschezza di quelle appena fatte.
Viene spontaneo richiamare alla mente il miracolo eucaristico di Siena del 1730 [qui].

La coscienza rivoluzionaria del Cardinal Cupich

Nella nostra traduzione da Catholic thing, l’intervento di padre Gerald E. Murray che replica alle affermazioni del Card. Cupich sul matrimonio alla luce di Amoris Laetitia [qui] che hanno suscitato vasta eco nel mondo cattolico non allineato ai nuovi 'paradigmi' rivoluzionari. 

La Chiesa ha sempre insegnato che il matrimonio è intrinsecamente indissolubile per espressa volontà di Dio e che l’unità inscindibile del matrimonio non è un ideale, nel senso di una meta ancora non raggiunta verso la quale le coppie coniugate si sforzano; ma, piuttosto, è la realtà stessa, la natura stessa del matrimonio. La Chiesa insegna che la fedeltà alle promesse matrimoniali non è solo qualcosa per cui ci si deve sforzare nella ricerca di raggiungere l’ideale del matrimonio ma, piuttosto, è un obbligo serio intrinseco alla natura del matrimonio. L’infedeltà non è quindi una scusabile incapacità di realizzare un ideale difficile, forse impossibile, da raggiungere. L’infedeltà è piuttosto un rifiuto positivo di un voto solennemente promesso di vivere secondo la natura divinamente voluta del matrimonio. Dunque, la Chiesa insegna che Dio unisce un uomo e una donna in un legame indissolubile e offre loro la grazia di essere fedeli per la vita agli obblighi insiti in questo stato di vita. L’infedeltà a tali obblighi non comporta la morte o la scomparsa del matrimonio. E il matrimonio non è soggetto a scioglimento col ritiro retroattivo del consenso in qualunque momento dopo lo scambio delle promesse.

Torino 27 febbraio. Presentazione "Il Magno Sinodo"

A cura dell'Associazione Introibo ad altare Dei - Torino
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