mercoledì 18 gennaio 2017

Un esperto di etica afferma che il ruolo del 'ghostwriter' nel contesto dell’“Amoris laetitia” è problematico

Il testo che pubblichiamo oggi nella nostra traduzione dal sito Crux fa rivelazioni che non ci sono del tutto nuove, ma le approfondisce. 
Ѐ di tutta evidenza che Amoris Laetitia, con le sue aperture a libere interpretazioni sul Magistero della Chiesa, rappresenta l'essenza del pontificato attuale, legittimato dai media e divenuto distributore di un sentire benevolo verso il mondo moderno.
Già nel maggio 2016, Sandro Magister [qui] aveva fornito la prova che i passaggi chiave della Esortazione post-sinodale sono stati copiati e incollati da articoli pubblicati dieci anni fa dall’arcivescovo Victor Manuel "Tucho" Fernández, rettore dell'Università Cattolica Argentina (UCA), intimo amico del Papa e suo maggior riferimento sulle questioni morali. [Ne abbiamo parlato qui e qui. Vale la pena vedere anche questi testi, che tuttavia vanno inquadrati nell'intero contesto e negli sviluppi successivi: vedi indice].
L'articolo che segue contiene un'analisi più dettagliata e completa dei nostri precedenti. Ciò che ne emerge è clamoroso e non dovrebbe rimanere senza conseguenze. Stiamo assistendo ad una situazione ecclesiale paradossale, ad una crisi senza precedenti stranamente non da tutti riconosciuta e difficile da vivere se non con un supplemento di Grazia.

Un esperto di etica afferma che il ruolo dello «scrittore-ombra» nel contesto dell’“Amoris” è problematico

Michael Pakaluk*, 15 gennaio 2017
A quanto sembra, quella che avrebbe dovuto e potuto essere la più importante nota a piè di pagina dell’“Amoris Laetitia” è assente dal testo: un passo fondamentale di essa è ripreso quasi parola per parola da un saggio di teologia redatto nel 1995 dall’Arcivescovo Víctor Fernández, il che suscita domande inquietanti sul ruolo dello stesso Fernández come scrittore fantasma e sull’influsso che le sue idee possono avere sul magistero.

Appello alla preghiera perché il Papa confermi l'insegnamento (e la prassi) costante della Chiesa sulla indissolubilità del matrimonio

Riceviamo e diffondiamo un Appello a tutti i cattolici pubblicato di seguito. Perché preghino affinché papa Francesco confermi la prassi immutabile della Chiesa riguardo alla verità dell’indissolubilità del matrimonio e revochi in modo inequivoco gli orientamenti pastorali già introdotti in alcune chiese particolari – ultima quella di Malta – che permettono a persone che vivono un secondo matrimonio di ricevere l’eucarestia, mentre il primo è ancora valido per la Chiesa.
L’appello - pubblicato e diffuso in sette lingue: francese, inglese, italiano, polacco, portoghese, spagnolo e tedesco - è firmato da tre vescovi : Tomash Peta, Arcivescovo Metropolita dell’arcidiocesi di Maria Santissima in Astana; Jan Pawel Lenga, Arcivescovo-Vescovo emerito di Karaganda e Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Maria Santissima in Astana.
Esso rappresenta anche - a sostegno ed edificazione dei fedeli - una chiara e articolata riaffermazione dell'insegnamento costante della Chiesa riguardo ai punti divenuti controversi per effetto dell'Esortazione post-sinodale chiamata in causa.
Da sottolineare che, oggi, anche il vescovo titolare del ramo americano dell'Ordinariato degli ex Anglicani, Steven Lopes, conferma la dottrina cattolica  [qui].

Appello alla preghiera: perché Papa Francesco
confermi la prassi immutabile della Chiesa
riguardo alla verità dell’indissolubilità del matrimonio

Dopo la pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Amoris laetitia in alcune chiese particolari sono state pubblicate norme applicative e interpretazioni, secondo le quali i divorziati che hanno contratto un matrimonio civilmente con un nuovo partner, nonostante il vincolo sacramentale che continua a legarli ai loro legittimi coniugi, possono essere ammessi ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia senza adempiere il dovere Divinamente stabilito di interrompere la violazione del loro vincolo matrimoniale sacramentale.

Paolo Pasqualucci. Il Bello secondo san Tommaso d’Aquino

Sono lieta di dare spazio a questa splendida recensione di Paolo Pasqualucci, tratta dal suo blog, Iter, inaugurato di recente, dal quale contiamo di continuare ad attingere ottimi testi per nostro nutrimento ed edificazione.

Il Bello secondo san Tommaso d’Aquino
[Iter - Recensione n. 1]

     Sommario:  a. La nostra epoca ha smarrito la vera nozione del bello.  b.  L’origine divina della bellezza.  c. Il bello come “debita proporzione” e “consonantia” delle parti nel tutto e dell’ente con Dio.  d. La bellezza come “clarificatio” ossia splendore, luminosità, luce nella quale la “proportio” delle creature si perfeziona secondo il fine loro proprio. e. La bellezza come “integrità” e “perfezione”. f. Il bello come “delectatio” individuale del bello in sé. g. Il bello in senso trascendentale.  

Un tema oggi inconsueto: la nozione del bello secondo san Tommaso d’Aquino. L’arcigna Scolastica, apogeo del Medio Evo nella speculazione, si è dunque occupata del senso del bello, ha elaborato un’estetica? Certo che se n’è occupata ed esiste ovviamente una letteratura specialistica al riguardo, debitamente citata ed egregiamente discussa nel libro che andiamo a recensire. Dal punto di vista dell’uomo della strada può, tuttavia, sembrar buffo andare a ritrovare l’idea del bello proprio nel pensiero medievale, noto per il suo dogmatismo e la sua tendenza al misticismo, e in fama di aridità per quanto riguarda la considerazione dei sentimenti e delle passioni degli uomini. La rivalutazione della bellezza nella nostra vita non è apparsa soprattutto con l’Umanesimo e il Rinascimento, per l’appunto dopo le eccessive chiusure medievali alla dimensione sensibile-sensuale della nostra esistenza? Certamente, però con una impostazione antropocentrica che ha finito con il separare il bello dal divino, innescando in tal modo un processo involutivo, che sembra giunto (si spera) al suo ultimo stadio proprio nelle aberrazioni della nostra epoca, affogata nella carnalità.

martedì 17 gennaio 2017

Sovrano Militare Ordine di Malta e Segreteria di Stato Vaticana

Leggo il Comunicato odierno della Sala Stampa Vaticana, che riporto di seguito. Qui esaminavamo gli sviluppi della vicenda nella nostra traduzione da OnePeterFive.

Ricordiamo che L’Ordine di Malta aveva annunciato di non aver nessuna intenzione di cooperare con la Commissione istituita dalla Segreteria di Stato vaticana per indagare sull’ordine dopo che il Gran Maestro aveva sollevato dall’incarico di Gran Cancelliere Albrecht Freiherrvon Boeselager. Risulta che l'Ordine di Malta si fa forte di tre punti fondamentali:
  1. il riconoscimento dei diritti ad esso derivanti come soggetto di diritto internazionale; 
  2. la limitazione della dipendenza religiosa dell’Ordine ai soli cavalieri professi e Cappellani; 
  3. l’esclusione di una soggezione alla Segreteria di Stato vaticana.

Ore 19. Iniziamo il Triduo alla Vergine del Miracolo

Questa sera, alle 19, inizieremo un Triduo in onore della Madonna del Miracolo (S.Rosario e Coroncina), nel 175° anniversario della Sua apparizione ad Alfonso Ratisbonne [vedi].

La raffigurazione di Maria Santissima che vedete a lato è presente nella Chiesa di Sant'Andrea delle Fratte a Roma, il luogo dell'evento, che ancor oggi richiama fedeli e pellegrini. 

Madonna del Miracolo, prega per noi, per la Chiesa tutta, per il nostro Paese e per il mondo intero!

* * *
Coroncina alla Vergine del Miracolo 

don Elia. Come il chicco di grano

«Che cosa credete che facevamo in seminario?». Questa volta, nonostante le apparenze, non è una vergognosa ammissione. È la candida “confessione” di un giovane sacerdote cui il vescovo ha minacciato la sospensione a divinis qualora si azzardi a celebrare in rito antico. «Lei sa celebrare la Messa tradizionale, Padre?», è stata la spontanea reazione. «Certo, ho imparato durante gli studi. Che cosa credete che facevamo in seminario?». Grandioso. C’è tutto un movimento sotterraneo che sta crescendo silenziosamente fra seminaristi e giovani preti, sotto il naso di quella nomenklatura al potere che come una banderuola, quattro anni fa, ha repentinamente quanto radicalmente cambiato orientamento. Non ci si può opporre a Dio. Ecco i veri segni dei tempi di cui si riempiono la bocca nei loro stanchi ritornelli, che nessuno vuol più sentire. Poi si rompono il capo per capire come mai i ragazzi scappino dalle parrocchie appena ricevuti i sacramenti…

lunedì 16 gennaio 2017

Scandalosa emissione filatelica vaticana: commemora la Rivoluzione protestante con l'effige dell'eresiarca

Vedi precedenti sul blog : Lutero in Vaticano - Lo scandaloso elogio di Bergoglio a Lutero - Il papa a Lund e L'indice degli articoli sul falso ecumenismo

Scrive Vittorio Messori:
Mi capita in mano la rivista dove la Bolaffi ( la più antica e la maggiore azienda filatelica ) dà notizia dei francobolli che saranno emessi quest’anno. Vedo la pagina dedicata alle poste della Città del Vaticano, dove si annuncia una emissione che stupisce, come scrive l’estensore del pezzo: nientemeno che un francobollo della Santa Sede che celebra i cinquecento anni dall’inizio della Riforma. Ovviamente, l’immagine a colori che sta sopra il quadratino di carta vaticano è quella di Martin Lutero.
Se i laici della Bolaffi si “stupiscono“ non succede altrettanto ai cattolici che sanno come papa Bergoglio abbia voluto volare in Svezia (dove, tra l’altro, l’introduzione forzata del luteranesimo, per mere ragioni economiche, per metter cioè le mani sulle proprietà della Chiesa, fu brutalmente antipopolare e fece molti martiri ), volare in Svezia, dunque, per onorare il “coraggio“ di quel frate che osò sfidare la Chiesa indegna del XVI secolo. Noi, dunque, non ci stupiamo più. [...]

Danilo Quinto. L’inimicizia degli uomini malvagi

Una giornalista e un medico cattolici perseguitati perché fanno il loro mestiere e raccontano i fatti. 

La giornalista è Benedetta Frigerio, una delle persone più brave e corrette in circolazione nel cosiddetto mondo cattolico. Per “La Bussola” aveva scritto un articolo dal titolo “Il dramma dietro i lustrini: ecco come vive un trans”: “una riflessione” – ha scritto Andrea Zambrano – “su dati pubblicati dal National Center for Transgender Equality sul tenore di vita dei transessuali.
L’indagine parlava di molestie, tentativi di suicidio, Aids, disagio psicologico con percentuali altissime”. Per colpirla, è stata organizzata e diffusa una petizione sulla piattaforma change.org per chiedere all’ordine dei giornalisti di radiarla.
Il medico è Silvana De Mari, accusata di omofobia da “Gay Lex”, una rete di “legali e attivisti per la tutela dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisex e trans”. Si dovrà pronunciare l’Ordine dei medici. La De Mari non è solo medico. È la più grande scrittrice italiana di fantasy. I suoi libri dovrebbero essere diffusi in tutte le scuole italiane. Provate ad andare ad una delle sue conferenze e scoprirete perché. Ebbene, che cosa ha fatto? Ha detto, da medico, che il comportamento omoerotico è contro natura. Ha dichiarato in un’intervista a Zambrano:

domenica 15 gennaio 2017

La Chiesa Ucraina tuona contro il gender

Vigili sentinelle: "I vescovi greco-cattolici di Ucraina chiamano con nome e cognome una delle radici dei problemi del mondo e dei suoi valori e racchiudono tutte le sfide nel rispondere al tema gender in una “lettera enciclica” firmata a nome del sinodo dall’Arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk e rivolta a tutti, sacerdoti e fedeli, perché comprendano i termini della sfida".

Sono scesi in campo con una dura presa di posizione (mediante enciclica) contro la teoria gender i vescovi greco-cattolici ucraini. Prima c’era il regime sovietico, che imponeva una visione “ateistica” del mondo, presentata come “l’unica scientifica” e che privava gli uomini del diritto di professare liberamente la loro fede religiosa”. Oggi, le sfide sono simili, “modi ideologici di distruggere la fede cattolica” mettendo in discussione in maniera subdola “la fede e la moralità cristiana”, e tra queste sfide ci sono in particolare le teorie del gender. 

I vescovi greco-cattolici di Ucraina chiamano con nome e cognome una delle radici dei problemi del mondo e dei suoi valori e racchiudono tutte le sfide nel rispondere al tema gender in una “lettera enciclica” firmata a nome del sinodo dall’Arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk e rivolta a tutti, sacerdoti e fedeli, perché comprendano i termini della sfida.

Si tratta di ben undici pagine di parole forti e chiare, quelle destinate alla Chiesa greco-cattolica ucraina. Le teorie del gender – si legge nella lettera – “tentano di distruggere la percezione della sessualità umana come dono di Dio naturalmente connesso alla differenze biologiche tra uomo e donna” e allo stesso tempo “introducono un pericoloso disordine nelle relazioni umane”.

Malta, comunione ai divorziati risposati contro il catechismo. Nuove voci chiedono al Papa una risposta di chiarezza sui Dubia

Interessante la puntualizzazione di Marco Tosatti, in seguito alla posizione dei vescovi Maltesi su AL. Le direttive dei vescovi di Malta non contraddicono il testo di AL. Non fanno altro che svilupparlo in maniera più esplicita. (Vedi Indice degli articoli sull'Esortazione Apostolica Amoris laetitia)

La conferenza episcopale maltese – cioè l’arcidiocesi di Malta, (Charles Scicluna, nella foto) e la diocesi di Gozo – hanno emanato un documento che si intitola: “Criteri per l’applicazione del capitolo VIII di Amoris Laetitia”. Nella nostra traduzione dall’inglese, recita così: “Attraverso il processo di discernimento, dovremmo esaminare la possibilità della continenza coniugale. A dispetto del fatto che questo ideale non è affatto facile, ci possono essere coppie che, con l’aiuto della grazia, praticano questa virtù senza mettere a rischio altri aspetti della loro vita insieme. D’altra parte, ci sono situazioni complesse dove vivere ‘come fratello e sorella’ diventa umanamente impossibile e crea un danno maggiore. Se come risultato del processo di discernimento, intrapreso con ‘umiltà, discrezione e amore per la Chiesa e il suo insegnamento, in una sincera ricerca della volontà di Dio e un desiderio di dare una risposta perfetta ad essa’ la persona separata o divorziata che sta vivendo una nuova relazione riesce, con una coscienza informata ed illuminata , a riconoscere e a credere che lui o lei è in pace con Dio, a lui o lei non può essere impedito di partecipare ai sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia”.