lunedì 29 maggio 2017

Se lo "ius soli" diventa legge ci alleveremo il terrore in casa

Ricevo da un lettore il testo che segue, che sottoscrivo e condivido con voi. Umanamente siamo impotenti, se non attraverso il nostro impegno civile che ha i suoi limiti, anche se gutta incidit lapidem... Come cittadini non faremo mancare le nostre 'gocce'; come credenti abbiamo l'arma potente del Santo Rosario(1), che vi invito a recitare - da oggi, fino al 15 giugno, data in cui dovrebbe il ddl sullo ius soli dovrebbe essere discusso in Senato - uniti nell'intenzione di un aiuto speciale per questa ennesima minaccia alla nostra Patria così vilipesa.
Scrive il lettore:
«Se a giugno al Senato passa lo Ius Soli, possiamo chiudere baracca e burattini. Possiamo dire addio all'Italia. Tra dieci anni saremo come Francia e Inghilterra, cioè perdute per sempre. Avremo le seconde generazioni radicalizzate a farci la festa. Una futura maggioranza Renzi-Berlusconi o anche grillina non tornerebbe più indietro a ridiscutere questa legge. Sarebbe davvero il punto di non ritorno e la vittoria schiacciante e definitiva dell'immigrazionismo di massa. Ѐ l'ultimo boccone avvelenato del PD, dopo divorzio breve e simil-matrimonio sodomitico, anche se non gli è riuscita la zampata sull'adozione gay, ma sarà per il loro prossimo giro. Il PD ha fatto il suo dovere. Ѐ il Partito radicale di massa nato sulle ceneri del PCI e pronosticato genialmente da Augusto Del Noce sin dagli anni Settanta. Voleva distruggere la famiglia e sostituire il popolo e ci è quasi riuscito. Io mi segnerò a uno a uno i nomi di chi voterà in Senato a favore dello Ius Soli. A loro il mio infinito disprezzo»
Sul tema, riporto di seguito, estrapolando e integrando quanto già detto in altre occasioni :

Caro don, io vado - Marco Manfredini

Caro Don, io vado.
Vado, anche se tu sei un po’ perplesso.
Vado, anche se mia moglie preferirebbe che non andassi.
Vado, anche se i miei colleghi sperano che mi arrestino.
Vado, anche se persino il dottore, il commercialista e il salumiere mi guardano male.
Vado, perché in verità una processione di preghiera non può fare che bene.
Vado, perché ho dei figli, e non voglio lasciarli in balia di un’antiutopia omocratica.
Vado, perché quando i chierici se la squagliano, rimane un manipolo di laici.
Vado, perché se non andiamo ora, ci condanniamo all’irrilevanza.
Vado, perché l’offesa che una manifestazione di tal fatta arreca alla mia città e alla legge divina non può passare sotto silenzio.

Le lezioni on-line di Dottrina Sociale della Chiesa dell'Arcivescovo Giampaolo Crepaldi

Su La Nuova Bussola Quotidiana a partire dal 1 giugno 2017

L’evento è sicuramente eccezionale. Un Arcivescovo che tiene una Scuola di Dottrina sociale della Chiesa on line non capita tutti i giorni. Un certo coraggio, la consapevolezza di un ruolo, la considerazione di un’urgenza. Questo deve aver spinto l’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi a buttarsi in questa impresa: un Corso di dottrina sociale della Chiesa on line di ben dodici lezioni, divise in due Sessioni. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il quotidiano on line La Nuova Bussola Quotidiana e l’Osservatorio Cardinale Van Thuân, le iscrizioni sono già possibili, le lezioni cominceranno il 1 giugno e avranno cadenza settimanale. 

domenica 28 maggio 2017

don Elia. Mosca, Benedetto XVI e la consacrazione della Russia

La consacrazione richiesta è al contempo un riconoscimento dell’importanza che la Russia continua ad avere nel piano di Dio per la pace e un segno di profondo amore per i nostri fratelli e sorelle in Russia. Certo, il 25 marzo 1984 papa san Giovanni Paolo II ha consacrato il mondo, inclusa la Russia, al Cuore Immacolato di Maria. Ma oggi, ancora una volta, udiamo l’appello di Nostra Signora di Fatima a consacrare la Russia al suo Cuore Immacolato in accordo con le sue esplicite istruzioni (cardinale Raymond Leo Burke – Roma, 19 maggio 2017).

Incredibile. Una delle voci più autorevoli della Chiesa Cattolica del nostro tempo, alla presenza di un qualificato pubblico internazionale, lo ha affermato senza mezzi termini: la più ostacolata delle richieste della Madonna a Fatima è più che mai attuale. Fra le righe, si insinua che la consacrazione del mondo effettuata da Giovanni Paolo II nel 1984 non abbia corrisposto pienamente alle esplicite istruzioni della Vergine: che la Russia fosse nominata e che l’atto coinvolgesse tutti i vescovi. Il motivo che gli aveva impedito di ottemperare al requisito principale fu rivelato dal Papa stesso, in una conversazione privata, al cardinale Paul Josef Cordes, come quest’ultimo ha rivelato il 13 maggio scorso in una conferenza a Karaganda, in Kazachistan: «Per lungo tempo, ovviamente, il Papa si era occupato della significativa missione che la Madre di Dio aveva affidato ai tre piccoli veggenti. Tuttavia si trattenne dal menzionare esplicitamente la Russia perché i diplomatici vaticani gli avevano chiesto con insistenza di non menzionare quel Paese, perché altrimenti sarebbero forse scoppiati conflitti politici».

sabato 27 maggio 2017

Gender Diktat: Gay pride e processione. Parla il Vescovo, Mons. Camisasca

Gay Pride e processione di riparazione a Reggio
interviene il Vescovo

REGGIO EMILIA – Durante i giorni in cui sono stato assente da Reggio Emilia per la preparazione e lo svolgimento dell’assemblea della Conferenza Episcopale Italiana, ho seguito naturalmente, anche se da lontano, le cronache reggiane, che hanno parlato di tensioni e incomprensioni all’interno della nostra Chiesa, talvolta anche enfatizzate e usate dalla stampa per dare un’immagine negativa della comunità ecclesiale.

Ho ricevuto lettere ed inviti, anche pressanti, perché intervenissi, in un senso o in un altro.  Ho preferito tacere, perché quando c’è confusione le parole del vescovo possono essere anch’esse utilizzate per aumentarla. Tacere non è sempre pavidità, talvolta è necessario farlo, come ha fatto Gesù davanti a Erode e Pilato (Gv 19,8-9). Poi viene il momento per parlare. Come ci insegna Qoelet, c’è un tempo per tacere e un tempo per parlare (Qo 3,7).

Church Militant riprende la processione del 3 giugno i cui echi si diffondono. Primo supporto internazionale

Riprendo da Radio Spada. L'impegno, quando è serio, non lascia indifferenti, nel bene e nel male. Nel nostro caso si moltiplicano, insieme agli attacchi, gli appoggi e le adesioni, anche autorevoli, che confortano e  rafforzano la saldezza e la speranza, spronando a organizzare la 'resistenza' in ogni occasione, unendo le forze intorno all'obbiettivo comune di riaffermare la nostra fede che nutre anche il nostro impegno civile. (M.G.)

clicca sull'immagine per ingrandire
ChurchMilitant.com è un sito americano tra i più aggiornati e commentati, che potrebbe essere inserito in area ‘tradizionalista’, con articoli che spaziano dall’attualità ai falsi storici propagandati ai danni della Chiesa.

Nell’articolo di Juliana Freitag si critica l’eccessivo ‘buonismo’, per non parlare apertamente di gravi errori, del clero locale, arrivando a quanto accaduto nel Consiglio Comunale di Reggio Emilia, col capogruppo FI Pagliani in prima fila.

Commenti entusiastici dei lettori chiudono il primo vero supporto internazionale alla processione organizzata dal Comitato Beata Giovanna Scopelli. Questo il link

L’Università di Trieste si schiera per il Gay Pride FVG: ma ha letto il manifesto? Purtroppo temiamo di sì

Riprendiamo da VitaNuova di Trieste. Come potete notare l'orgoglio LGBT tende a diffondersi capillarmente su tutti i fronti, anche su quelli che dovrebbero risultarne immuni.

L’Università di Trieste (come del resto quella di Udine) rinuncia alla libertà di pensiero e si piega alla ideologia omosessualista. Nel Manifesto del Gay Pride che essa avalla si chiede anche l’eutanasia e l’istituzionalizzazione della prostituzione. E nessuno dentro l’università si dissocia e protesta.

L’Università degli Studi di Trieste è un’istituzione pubblica di alta cultura, laica, pluralista e indipendente da ogni orientamento ideologico, religioso, politico ed economico”.

Come ogni università, anche quella di Trieste ha un suo statuto e l’incipit che si legge all’articolo 1 è una bella evocazione della libertà del pensiero.

venerdì 26 maggio 2017

Terzo comunicato stampa ufficiale del Comitato «Beata Giovanna Scopelli», 26 maggio 2017.

Alla luce degli eventi intercorsi negli ultimi giorni, ci pare necessario mettere in luce alcune nuove informazioni, necessarie ad una corretta comprensione della situazione:
  1. Va innanzitutto chiarito che si è fatta confusione con i termini: quella indetta dal Comitato non è una manifestazione ma una preghiera di riparazione, con la forma liturgica della Processione. L’impostazione secondo cui ci sarebbero “due contrapposti cortei” è lacunosa, in quanto l’orazione è un atto con implicazioni soprannaturali e lo scopo primario non è sfilare in strada ma fare un’offerta pubblica a Dio in riparazione di uno scandalo (egualmente pubblico).
  2. A conferma di quanto appena scritto va ribadito che il 3 giugno l’obiettivo del Comitato non è protestare politicamente contro le cosiddette unioni civili (che in ogni caso sono da condannare fermamente). L’atto contro natura (che sia commesso in privato o in pubblico e che conduca o no ad “unioni civili” riconosciute dalla legge) è definito dalla Dottrina, senza eccezioni, come intrinsecamente disordinato. Se poi è praticato ed elogiato in pubblico, alla sua gravità intrinseca, si aggiunge quella dello scandalo, cui è opportuno riparare in qualche modo.
  3. Se la Dottrina sul disordine intrinseco dell’atto omosessuale è certa, altrettanto certa lo è quella sulla riparazione. Si veda, tra le altre, l’Enciclica Miserentissimus Redemptor (Pio XI, 8 maggio 1928).

Venerdì 26 maggio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Sabato 3 giugno a Reggio Emilia si terrà la processione in riparazione del gay-pride. Per i dettagli, cliccate qui. Invitiamo tutti a partecipare a questo importante atto di riparazione e, se impossibilitati, ad essere presenti con la preghiera. In questo Mese Mariano ricordiamoci la recita quotidiana del Rosario e preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, concludiamo la lettura di alcuni brani dei Padri della Chiesa sulla Beata Vergine Maria. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

Attacco a bus di cristiani in Egitto, per ora 25 morti: «Ci filmavano mentre ci sparavano contro»

Questo tragico episodio, non meno grave degli efferati attentati sul suolo europeo, smentisce ancora una volta l'ostinata quanto falsa e illusoria - se non ignorante o in malafede - definizione dell'islam come religione di pace, fatta propria dall'establishment politico e, purtroppo, persino dal pontefice regnante e dai suoi corifei. Ricordiamo che le smentite non vengono da noi, che pur non siamo degli sprovveduti sotto il profilo storico e teologico, ma da studiosi [qui - qui - qui] e dagli stessi musulmani [qui].

Rimarchiamo che l'attacco avviene nel primo giorno del Ramadan, il mese sacro di preghiera e digiuno per gli islamici. E c'è chi ancora insiste nel prosternarsi a far loro gli auguri [quiqui - qui] nell'aspettativa di frutti spirituali. [Come definire questo comportamento se non utopistico, per non dire blasfemo, visto che noi sappiamo da Chi unicamente possono venire frutti spirituali autentici? [vedi anche - qui - qui - qui]. Chi ancora non ci conoscesse ed esplorasse i link di riferimento inseriti nell'articolo, potrà consultare alcuni dei documenti che consentono gli opportuni approfondimenti.

L'agguato e gli esiti
È di almeno 25 morti e 23 feriti il tragico bilancio, ancora provvisorio, dell'attacco a due pullman di cristiani avvenuto stamani nell'ovest dell'Egitto. 
I bus, con a bordo una comitiva di cinquanta persone, si dirigevano al monastero di Anba Samuel (San Samuele), vicino alla città di Minya, nel cuore dell’Alto Egitto. Non è riuscito, però, a raggiungere il luogo sacro, storica meta di pellegrinaggio della comunità copta. Un commando armato ha intercettato il pullman e l’ha attaccato.