mercoledì 26 aprile 2017

Il perdono della vedova copta sconvolge i musulmani

Beati coloro che vivono e dicono forte e chiaro cos'è il cristianesimo. "Perché il mondo veda"... e conosca il Signore. Altrimenti "come potranno accoglierLo"?

Dodici secondi di silenzio sono quelli dove si è fatto spazio ad una presenza imponente come raramente accade in televisione. Dodici secondi che in una trasmissione tv (qui il video) paiono un’eternità ma nel senso letterale del termine. Perché è di questa natura, eterna, la sostanza dello squarcio di luce aperto dalla testimonianza di una cristiana copta intervistata da un’emittente araba che ha ammutolito il conduttore.

"VI PERDONO, CREDETEMI!" - In studio c’era Amr Adeeb, uno dei giornalisti musulmani più noti in Egitto, che ascoltava una sua collega inviata ad Alessandria mentre intervistava la moglie vedova Di Naseem Faheem, custode della cattedrale di Alessandria, in cui un attentato islamista ha ucciso i cristiani riuniti per celebrare la Messa la domenica delle Palme. Faheem aveva bloccato prima dell’entrata in Chiesa il kamikaze, che si era fatto quindi esplodere vicino a lui, riducendo così il numero delle vittime. La moglie intervistata sull’accaduto risponde letteralmente così: “Non sono arrabbiata con chi ha compiuto questo gesto, voglio dirglielo: possa Dio perdonarti. Non sei nel giusto, figlio mio, credimi, non la pensi nel modo giusto. Credimi non sono arrabbiata. Lui ora non c’è più, è morto. E io chiedo a Dio di perdonarli e di aiutarli a ravvedersi. Pensateci! Pensateci! Credetemi, se ci pensassero capirebbero che non abbiamo fatto nulla di male a loro. Pensateci ancora, cosa state facendo, è giusto o sbagliato? Ripensateci ancora. Possa Dio perdonarvi e noi anche vi perdoniamo. Credetemi, vi perdono. Avete portato mio marito in un posto che non avrei mai potuto nemmeno sognare. Credetemi, sono orgogliosa di lui. E avrei voluto essere lì al suo fianco, credetemi, e ringrazio”.

martedì 25 aprile 2017

I monaci benedettini si trasferiscono definitivamente fuori da Norcia

Un Monastero alle pendici di un monte

Riprendiamo, nella nostra traduzione, da Rorate Caeli

Dopo essersi trasferita a Norcia da Roma nel 2000, nel luogo di nascita di San Benedetto, la comunità tradizionale dei benedettini aveva vissuto nel mezzo della città nella vecchia rettoria diocesana, e pregando l'ufficio nella basilica costruita sulla casa di S. Benedetto e Santa Scolastica. Da quando la basilica è stata distrutta dai recenti terremoti dell'Umbria, tuttavia, i monaci hanno vissuto nel granaio di un vecchio monastero su una collina sopra la città. [Si tratta del Monastero di San Benedetto in Monte, abbarbicato su un’altura che domina il luogo natale di San Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale - ndT]. Nell''immagine a lato: una storica celebrazione, dopo sette secoli. nella Basilica imperiale di Santa Croce al Chienti.
Ora hanno annunciato sul loro sito web che lo spostamento sarà permanente:

“Fare chiarezza”. I dubia e l’urgenza di verità. Intervento di Anna Silvas

Nella nostra traduzione dall'originale inglese pubblichiamo l'intervento tenuto il 22 aprile durante il Convegno di Roma - l'Hotel Columbus, da Anna M. Silvas, australiana di rito orientale, studiosa dei Padri della Chiesa e docente alla University of New England, che sottolinea il pericolo che la Chiesa cattolica si inoltri anch'essa sulla strada già percorsa secoli fa dai protestanti e dagli ortodossi verso il divorzio e le seconde nozze: proprio ora che la Chiesa copta sta tornando all'indissolubilità senza eccezioni del matrimonio cristiano. 

Un anno dopo l’Amoris Laetitia: una parola tempestiva
“Fare chiarezza. I dubia e l’urgenza di verità – la verità vi farà liberi” (“Seeking Clarity. The Dubia and the Need for Truth – The Truth Will Set You Free”).
Anna M. Silvas, Sabato 22 aprile 2017

“Vidi le menzogne che il nemico spargeva in tutto il mondo e dissi, gemendo: ‘Cosa può sconfiggere così tante menzogne?’, e udii una voce dal cielo che mi rispondeva: ‘L’umiltà’”, affermò Sant’Antonio il Grande, padre di tutti i monaci.

È la stessa sensazione che provo io all’accettare di parlarvi in questo momento, un anno dopo la pubblicazione dell’Amoris Laetitia. Vi chiedo di perdonarmi, perché mi sembra che vi siano molti fedeli più qualificati di me che dovrebbero parlare al posto mio. L’ambito ecclesiastico contemporaneo è così disseminato di menzogne canoniche, teologiche ed ecclesiologiche e quest’epoca della Chiesa è così strana che è molto difficile azzardarsi a dire qualcosa.

lunedì 24 aprile 2017

“L’Anticristo” di Joseph Roth

L'articolo che segue cita un testo tradotto dall'originale tedesco. Segnaliamo che del libro esiste anche l'edizione italiana: Joseph Roth, L'Anticristo, Editori Internazionali Riuniti 2010, pag.164


“L’Anticristo” di Joseph Roth

Introduzione

Joseph Roth fu uno scrittore austriaco di origini ebraiche. Nacque nel 1894 a Leopoli, nella Galizia polacca, ma sentì presto la lingua tedesca come la sua autentica patria letteraria. Scosso dal trauma del crollo dell’Impero austro-ungarico – di cui apprezzava la capacità di far convivere numerose culture diverse – e dall’avvento del nazismo in Germania, nonché da tragedie personali come l’internamento in un ospedale psichiatrico della moglie (che rafforzò a sua volta il trauma della malattia mentale del padre di cui egli fu testimone nell’infanzia), successivamente soppressa nell’ambito del programma di ‘purificazione sanitaria’ nazista, visse gran parte della sua fiorente vita di scrittore in esilio per l’Europa, sviluppando una tematica improntata al sentimento di mancanza di radici e contrassegnata da una critica raffinatamente ironica e profonda alla società del suo tempo.

domenica 23 aprile 2017

don Elia. Uomini di Dio

Viam veritatis elegi
(Sal 118, 30).
Cercasi uomini di Dio. No burocrati, gestori, assistenti sociali, ideologi, opinionisti, animatori, intrattenitori… ma nemmeno sofisti in tonaca, pedanti eruditi, saccenti sputasentenze, pedissequi rubricisti, infallibili censori, astiosi restauratori… Uomini che non solo posseggano la retta dottrina  e una sana teologia, ma ne vivano, le incarnino e le facciano risplendere agli occhi di quanti cercano la verità, ardere nei cuori che la amano e fruttificare nella vita dei fedeli. Uomini che non offrano solo idee chiare e argomentazioni (apparentemente) incontrovertibili, ma che guidino le anime nelle vie di Dio, siano di casa nel Suo cuore, trabocchino di unzione spirituale, gustino e facciano gustare le Sue incomparabili dolcezze, comunichino la Sua compassione e tenerezza, risplendano di luce soprannaturale, rendano “tangibile” la grazia.

sabato 22 aprile 2017

I "dubia" dei quattro cardinali fanno scuola. È l'ora dei laici

Tempestivo ed efficace Sandro Magister su Settimo cielo. Per 'fare chiarezza'.

I quattro cardinali non sono mai stati da soli con i loro "dubia". Ne è prova ciò che è accaduto a Roma sabato 22 aprile in una sala dell'Hotel Columbus, a pochi passi da piazza San Pietro, dove sei rinomati studiosi laici sono convenuti da altrettanti paesi del mondo per dare voce all'appello che si leva da larga parte del "popolo di Dio" perché sia fatta chiarezza nella confusione suscitata da "Amoris laetitia".

Anna M. Silvas è venuta dall'Australia, Claudio Pierantoni dal Cile, Jürgen Liminski dalla Germania, Douglas Farrow dal Canada, Jean Paul Messina dal Camerun, Thibaud Collin dalla Francia. E l'uno dopo l'altro, nell'arco di un giorno, hanno fatto il punto sulla crisi che il documento di papa Francesco ha prodotto nella Chiesa, a un anno dalla sua pubblicazione.

“Gesù si è fatto serpente, diavolo e peccato” (Bergoglio)

Nel blog ne abbiamo parlato qui.

Il serpente e Bergoglio

BERGOGLIO MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE
Nel segno della croce, Martedì, 4 aprile 2017, da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLVII, n.79, 05/04/2017.
Ecco le linee di riflessione che il Pontefice ha proposto nella messa celebrata martedì mattina, 4 aprile, a Santa Marta.
«[…] “Quando avrete innalzato il figlio dell’uomo, allora conoscerete che io sono e che non faccio nulla da me stesso”». Con queste parole — ha affermato il Pontefice, riferendosi al brano tratto dal libro dei Numeri (21, 4-9) — «Gesù fa ricordare quello che è accaduto nel deserto e abbiamo sentito nella prima lettura». È il momento in cui «il popolo annoiato, il popolo che non può sopportare il cammino, si allontana dal Signore, sparla di Mosè e del Signore, e trova quei serpenti che mordono e fanno morire». Allora «il Signore dice a Mosè di fare un serpente di bronzo e innalzarlo, e la persona che subisce una ferita del serpente, e che guarda quello di bronzo, sarà guarita».

venerdì 21 aprile 2017

21 aprile. 2770 anni dalla fondazione della Città eterna

2770 anni dalla Fondazione della Città eterna. Il 21 aprile è una festa pagana. Tra l'altro guardate la potente simbologia, indice di ars e saggezza non solo architettonica, e cosa succede al Pantheon in questo giorno quando il sole di mezzogiorno colpisce una griglia metallica sopra la porta, saturando di luce il cortile esterno.
Ma non è soltanto questo. Nonostante questo la Provvidenza ha reso Roma Caput mundi una città già sacra, centro spirituale, culturale e politico del mondo. Ed è per questo che Pietro vi si è recato per annunciare Cristo e vi ha fatto la sua Sede. Dunque, non a caso, questo è il centro da cui ancora oggi si dipartono e nel quale si incrociano, nell'ordine spirituale, le vicende dell'intero genere umano. E non solo con riferimento alla Roma perenne, ma anche alla nostra fatica nel riaffermarne e difendere la cattolicità di cui siamo figli ed eredi. « Non solo e non tanto per nascita, quanto per adesione dell'anima. Chi comprende e aderisce, è figlio. Chi non comprende o non aderisce, è figlio di altro ».
Nell'occasione riprendiamo alcune citazioni che aprono un volume da cui abbiamo attinto e attingiamo molte chiavi di lettura della temperie attuale.
Iota unum non praeteribit (Matth., 5, 18)
Miscuit in medio eius spiritum vertiginis (Isai., 19, 14)
Moribus antiquis stat res romana virisque (Ennio)
Romano Amerio, Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX, Lindau Torino, 2009

Dalla Monizione al lettore.
[...] L’autore non ha nessun desiderio del passato, perché un tal desiderio implicherebbe un rigirare del divenire umano in sé stesso e dunque un compimento. Tale compimento terrestre è incompatibile con la veduta sopramondana che domina l’opera. Anche le res antiquae che stanno nel motto enniano che apre il volume, non sono cose che stanno avanti (antiquus da ante) il nostro tempo, ma avanti ogni tempo, stanno cioè nella sfera assiologica tenuta per indefettibile. Se un richiamo v’è in questo libro, è a tale sfera soltanto. Il lettore non voglia cercarne altro. 

Benedetto XVI: «Per gli uomini di oggi Dio ha perso il primato»

Su segnalazione di un sacerdote che ci segue, riprendo dal Corriere della Sera, un recente testo inedito di Benedetto XVI, scritto dal Papa emerito nel 'recinto di Pietro', il Monastero Mater Ecclesiae, per l’edizione russa del volume sulla liturgia della sua opera omnia, Teologia della liturgia. Il testo evoca uno dei suoi discorsi memorabili: la Lectio Magistralis tenuta al Collège des Bernardins di Parigi, il 12 settembre 2008, nel quale ricordava come il monachesimo di San Benedetto avesse salvato il patrimonio del pensiero antico e formato la cultura europea grazie a quei monaci che avevano come obiettivo « quaerere Deum », cercare Dio. C'è da osservare che quando dice: «Ma al fondo, pur con tutte le differenze, l’essenza della liturgia in Oriente e Occidente è unica e la medesima», il pensiero non può che correre al Rito antiquior nel quale questa essenza è intatta; il che spiega il provvidenziale, anche se purtroppo non sufficientemente promosso, suo sdoganamento attraverso il motu proprio Summorum Pontificum.

«Se il Signore non è più importante, si spostano i criteri per stabilire quel che è importante. L’uomo, così, sottomette se stesso a costrizioni che lo rendono schiavo»
Nihil Operi Dei praeponatur — Nulla si anteponga al Culto divino. Con queste parole San Benedetto, nella sua Regola (43,3), ha stabilito la priorità assoluta del Culto divino rispetto a ogni altro compito della vita monastica. Questo, anche nella vita monastica, non risultava immediatamente scontato perché per i monaci era compito essenziale anche il lavoro nell’agricoltura e nella scienza.

Sia nell’agricoltura come anche nell’artigianato e nel lavoro di formazione potevano certo esserci delle urgenze temporali che potevano apparire più importanti della liturgia. Di fronte a tutto questo Benedetto, con la priorità assegnata alla liturgia, mette inequivocabilmente in rilievo la priorità di Dio stesso nella nostra vita: «All’ora dell’Ufficio divino, appena si sente il segnale, lasciato tutto quello che si ha tra le mani, si accorra con la massima sollecitudine» (43,1).

Venerdì 21 aprile. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì (è anche il Primo Venerdì del mese), è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Dopo la pausa pasquale riprendiamo il nostro incontro settimanale, ricordandoci l’importanza della fedeltà alla preghiera di riparazione, sia per i nostri peccati, sia per quanto vediamo con dolore accadere quotidianamente nella Chiesa e nel mondo. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, iniziamo la lettura del «Cur Deus homo» di Sant'Anselmo d'Aosta Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.
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LUNEDÌ 1° MAGGIO 2017 A PAGNANO (frazione di Merate – LC), presso il teatro OP (via Cappelletta) con inizio alle ore 09.45 e chiusura con la S. Messa, che verrà celebrata alla ore 17.30, si terrà il Terzo Incontro nazionale della Lega Cattolica per la Preghiera di Riparazione
Per il programma dettagliato, cliccate qui.
Sarà possibile pranzare presso il ristorante Caminun (via Lunga, 19), al costo di euro 15,00, oppure mangiare al sacco.
Per esigenze organizzative vi preghiamo di comunicare la vostra partecipazione entro il 15 aprile, specificando se desiderate pranzare al ristorante. In caso di nuclei familiari vi raccomandiamo di indicare il numero dei componenti. Tutte le comunicazioni andranno fatte all’indirizzo legariparazione@email.it