domenica 28 agosto 2016

I monaci combattenti di Norcia nel cuore ferito dell'Europa

Testimonianza, che riportiamo di seguito, di Padre Cassian Folsom, priore del monastero benedettino di Norcia nel quale si celebra la Messa Antiquior. [Qui potete leggere un suo scritto su monachesimo e liturgia].
Ci sono due simboli che possiamo trarre da questa storia e che ci invitano a fare riflessioni importanti. Innanzitutto, la Basilica di San Benedetto e l’altare del santo sono gravemente danneggiati. La cultura cattolica della civiltà occidentale sta crollando. Ce l’abbiamo davanti agli occhi. Il secondo simbolo è l’assembramento di persone attorno alla statua di San Benedetto in piazza, unite nella preghiera. Questo è l’unico modo di ricostruire.

"Mercoledì 24 agosto era la festa di San Bartolomeo, giorno in cui il Mattutino doveva iniziare alle 3.45. Intorno alle 3.30, quando eravamo già tutti in piedi, ringraziamo Dio, la terra ha iniziato a tremare. Abbiamo altre esperienze di terremoti nei sedici anni passati qua a Norcia, ma mai niente di simile. Fa una gran paura sentire la terra ruggire e vedere l’edificio dondolare di qua e di là quasi fosse ubriaco. Istintivamente siamo tutti usciti e ci siamo assembrati fuori, nella piazza davanti al monastero. Ci siamo stretti l’uno all’altro per via del freddo, mentre nuove scosse facevano scricchiolare la terra sotto i nostri piedi. I monaci e i cittadini si sono tutti ritrovati spontaneamente sotto la statua di San Benedetto che si trova al centro della piazza. I monaci hanno iniziato a pregare il Rosario e molti cittadini si sono uniti a loro. Quindi abbiamo ringraziato Dio con tutto il cuore per averci risparmiato la vita.

La questione del “Papa eretico”. È un'ipotesi possibile o al massimo probabile e non una certezza teologica A partire da un’ipotesi non si può arrivare alla deposizione del Papa né c’è chi ne avrebbe l’autorità

L'articolo di don Curzio Nitoglia che trovate di seguito è la risposta allo scritto inviatoci dal prof Arnaldo Xavier Da Silveira, riguardante il suo recente testo edito da Solfanelli [qui]. Il contenuto tecnico e ben articolato è senz'altro utile per approfondire il dibattito.
In coerenza con la linea editoriale del blog, ribadisco che, sulla Critica teologica [qui] dei 45 studiosi di molti Paesi ricordata alla nota 1. è stato redatto uno schema, per discutere e sviluppare un'azione più radicale [qui]. Questa corale iniziativa pubblica prende le mosse da un documento che di per sé non può non far parte del Magistero, nella consapevolezza, però, della diversa adesione ad esso, legata all'aderenza all'insegnamento costante della Chiesa. Fermo restante il fatto che non si tratta dell'unico elemento critico di questo pontificato.
In ogni caso, i 45 non accusano apertamente il papa di eresia, ma gli chiedono rispettosamente di correggere affermazioni che, intese nel loro senso più evidente, risultano eretiche, erronee o scandalose. Perciò il nesso con la tesi del Da Silveira, non è del tutto pertinente, senza per questo negare che molte esternazioni di Bergoglio siano contrarie alla retta dottrina e pongano quindi seri interrogativi riguardo al suo ministero. L'iniziativa non è fatta per sfociare in uno scisma, ma per riportare chiarezza ai fini della salus animarum! Non basta, infatti, non accogliere le pseudo-verità misericordiose, non anatemizzabili perché in fuga dal dogma, con l'aggiornamento divenuto accompagnamento. Occorre ripristinare il rapporto tra libertà e verità.
Il tutto nell'ineludibile considerazione che la situazione attuale, sia nella genesi prossima e remota che negli sviluppi, è così inedita ed anomala da suscitare quanto meno perplessità in ordine alle ipotesi di scuola nelle quali possa essere inquadrata.

La questione del “Papa eretico” 
È un'ipotesi possibile o al massimo probabile e non una certezza teologica
A partire da un’ipotesi non si può arrivare alla deposizione del Papa né c’è chi ne avrebbe l’autorità


Solo una “Ipotesi”

La spinosa questione del Papa eretico secondo i Dottori della Chiesa (Bellarmino, Suarez, Gaetano, Torquemada, Cano, Soto, Giovanni da San Tommaso…) e i teologi della terza Scolastica (Billot, Wernz-Vidal, Salaverri, Journet, Vellico, Mondello…) è una “ipotesi” possibile o al massimo probabile (v. in basso il paragrafo S. Tommaso d’Aquino precisa i termini:possibile, probabile e certo”) come la chiama il Da Silveira stesso nel titolo del suo libro stampato recentemente in italiano (Ipotesi teologica di un Papa eretico, Chieti, Solfanelli, 2016, edizionisolfanelli@yahoo.it, 200 pagine, 15 euro) e non è assolutamente una “certezza teologica” come poi il Da Silveira deduce con un passaggio indebito dal possibile/probabile (le opinioni puramente ipotetiche dei Dottori della Chiesa e dei teologi approvati più recenti) al teologicamente certo.

sabato 27 agosto 2016

Avviso per chi partecipa alla Messa Antiquior a Sant'Anna al Laterano

Domani, Domenica 28 agosto, la Santa Messa Antiquior di ogni Domenica alle ore 17 a Sant'Anna al Laterano non potrà essere celebrata, a causa della mancanza di Sacerdoti, nella temporanea assenza di Don Giuseppe Vallauri.

Nei prossimi giorni, seguiranno dettagli per la Domenica successiva.

"Con rispetto, dissento: la messa con i musulmani non sta in piedi". Anche nella Chiesa ticinese è vivo il dibattito tra pro e contro all'iniziativa che si terrà domenica prossima

Dopo aver redatto il testo che segue, e anche in riferimento alla disamina di cui al precedente articolo [qui], riscontriamo questa precisazione dell'imam Jelassi (cfr immagine a lato). 

Ne deduciamo che deve essere arrivata a segno la reazione ai precedenti episodi in Italia e in Francia. Ben venga la decisione di non presenziare durante Santa Messa. Resta comunque da ribadire ancora una volta la inopportunità della scelta di una Chiesa, luogo di culto, per qualsivoglia tipo di incontro.
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In questi giorni anche nel nostro piccolo territorio di provincia si riproduce ciò che ha coinvolto il mondo cattolico in seguito al noto efferato delitto perpetrato il 26 luglio scorso durante la S.Messa nei pressi di Rouen: i musulmani, per manifestare la loro solidarietà, non trovarono niente di meglio che autoinvitarsi in chiesa per la domenica successiva.

"Musulmani andate a messa!": gatta ci cova?

In Ticino abbiamo un personaggio molto interessante che, prendendo spunto dal suo cognome (Ghiringhelli), tramite una mirata contrazione del medesimo, si fa chiamare in modo molto evocativo con l'appellativo "Ghiro, il Guastafeste". Fu lui che con ammirevole convinzione e con coraggio da vendere il 25 marzo 2011 lanciò l'iniziativa e il 22 settembre 2013 ottenne il consenso del 65% della popolazione per rendere illegale tenere il volto coperto in luoghi pubblici sul territorio ticinese. Si tratta della cosiddetta "iniziativa antiburka", che ora viene guardata con grande interesse ed ammirazione anche da parte di altri Cantoni della Confederazione Svizzera. Recentemente il Ghiro ha scritto un lucido intervento sul Corriere del Ticino, il quotidiano di maggiore diffusione del Cantone Svizzero di lingua italiana. Ve lo propongo qui in una versione aggiornata dall'autore leggibile sul suo sito

L'imam di Lugano Jelassi invita gli islamici ad andare in chiesa il 28 agosto.

don Elia. Stat Crux

Stat Crux dum volvitur orbis.

Mentre il mondo gira, la Croce resta ferma… e con essa la Chiesa, la vera Chiesa di Cristo: quella fondata sulla Sua immutabile dottrina, trasmessa una volta per sempre dagli Apostoli; formata dalla grazia dei Sacramenti, che dalla Croce promana; guidata dai legittimi Pastori, autentici successori degli Apostoli e garanti della retta fede, della continuità sacramentale del Corpo mistico e della comunione soprannaturale di tutte le sue membra vive. Queste caratteristiche comportano forse fissità o immobilismo? Solo per chi è cieco di fronte al meraviglioso sviluppo della Chiesa nel tempo e nello spazio: un inesauribile germogliare di nuovi rami e prodigioso comparire di nuovi fiori e frutti, ma sempre dello stesso albero e dalla stessa radice. Il corpo di un essere umano, quanto all’aspetto esterno, cambia considerevolmente dall’infanzia alla vecchiaia, ma è sempre lo stesso individuo, che dispiega ciò che è presente nel suo patrimonio cromosomico.

Diverso è il risultato delle manipolazioni genetiche, che se ne parli in senso proprio o in senso traslato; in ogni caso, sono pratiche moralmente illecite che traducono in atto un atteggiamento di suprema superbia: voler modificare ciò che ha fatto il Creatore e Redentore, come se andasse perfezionato o non fosse al passo con i tempi… o come se l’uomo fosse l’artefice e il salvatore di se stesso. Ma la Croce – non a caso attualmente così ignorata, se non da chi la profana o vilipende – resta saldamente piantata sul mondo, che, pur di svellerla, sussulta e si distrugge. È la natura che vorrebbe scuotersi di dosso la malvagità e le nefandezze umane o qualche nuovo esperimento tra Ginevra e il Gran Sasso? Comunque sia, il dolore per le distruzioni materiali e per la perdita di vite umane ci rimanda a quello, ancor più acuto, per la devastazione delle anime, che a causa di essa sono spesso del tutto impreparate a presentarsi al giudizio divino.

venerdì 26 agosto 2016

Permanere nella verità di Cristo /2

Poiché so per certo che la mia riserva su un'affermazione del precedente articolo [qui], insieme all'articolo stesso, è oggetto di esame da parte di illustri ecclesiastici, la estraggo, aggiungendo ulteriori precisazioni. 
"L’ideologia di Francesco I si situa nel solco di un’opera concreta di dissoluzione del Cattolicesimo che si sta venendo a compiere, di cui Amoris Laetitia rappresenta solo una tappa. Se la critica a quel testo viene fatta omettendo il contesto, diviene debole ab initio e pressocché inutile".
Questo passaggio dell'articolo corrisponde al punto di vista di Danilo Quinto che, come ogni autore e lettore ha il diritto di esprimerlo. Tuttavia, in coerenza con la linea editoriale del blog, che appoggia pienamente la Critica teologica all'AL dei 45 studiosi di ogni paese ritenendola particolarmente importante in questo momento e ha redatto uno schema, per discutere e sviluppare un'azione più radicale [qui], affermo che l'iniziativa non è debole né inutile, almeno nella riaffermazione pubblica e forte dell'insegnamento costante della Chiesa, articolata motivata e redatta nel miglior stile ecclesiale. L'intenzione è quella di procedere per gradi e sono state prese le mosse da un documento che di per sé non può non far parte del Magistero e, oltre a porsi su un terreno decisivo, ha assunto una grande rilevanza pubblica con diffuse applicazioni in chiave liberale [qui l'indice degli approfondimenti]. Un punto nevralgico non eludibile quindi e foriero di implicazioni generali.

Non manca in questo nostro ambito la consapevolezza sia sulla diversa adesione dovuta al Magistero, legata all'aderenza o meno all'insegnamento costante della Chiesa (obbedienza od ossequio non sono la stessa cosa), che sul fatto che l'AL non è l'unico elemento critico di questo pontificato. A questo proposito basta consultare dalla colonna di destra del blog l'indice dei Memoranda che contiene numerose riaffermazioni di elementi fondanti della fede cattolica puntualmente riaffermati in itinere nel contesto di riferimento.

Venerdì 26 agosto. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Questa settimana siamo impegnati a pregare in riparazione dello scandalo verificatosi a Cagliari [qui] dove alcuni sacerdoti (tra cui il vicario dell’arcivescovo) con una trentina di fedeli hanno partecipato alle cosiddette preghiere dei musulmani in moschea. Preghiamo anche perché, nonostante le sollecitazioni da parte dei musulmani [qui] questo scandalo non si ripeta e i pastori sviati tornino finalmente a predicare l’unicità della Fede cattolica. 

Per la nostra formazione, leggiamo il terzo racconto dei Racconti di un pellegrino russo. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 25 agosto 2016

Danilo Quinto. I tempi della conta finale

"L’ideologia di Francesco I si situa nel solco di un’opera concreta di dissoluzione del Cattolicesimo che si sta venendo a compiere, di cui Amoris Laetitia rappresenta solo una tappa. Se la critica a quel testo viene fatta omettendo il contesto, diviene debole ab initio e pressocché inutile".
Questo passaggio dell'articolo che trovate di seguito corrisponde al punto di vista di Danilo Quinto che, come ogni autore e lettore ha il diritto di esprimerlo. Tuttavia, in coerenza con la linea editoriale del blog, che appoggia pienamente la Critica teologica dei 45 studiosi di ogni paese ritenendola particolarmente importante in questo momento e ha redatto uno schema, per discutere e sviluppare un'azione più radicale [qui], affermo che l'iniziativa non è debole né inutile, almeno nella riaffermazione pubblica e forte, articolata e redatta nel miglior stile ecclesiale. L'intenzione infatti è quella di procedere per gradi e sono state prese le mosse da un documento che di per sé non può non far parte del Magistero. Pur nella consapevolezza della diversa adesione ad esso, legata all'aderenza o meno all'insegnamento costante della Chiesa (obbedienza od ossequio non sono la stessa cosa), e del fatto che non si tratta dell'unico elemento critico di questo pontificato. A questo proposito basta consultare dalla colonna di destra del blog l'indice dei Memoranda che contiene numerose riaffermazioni di elementi fondanti della fede cattolica qui puntualmente riaffermati in itinere nel contesto di riferimento.

Sono molte le considerazioni che suscita la lettura della Critica teologica dei 45 Studiosi sull'Esortazione post-sinodale Amoris Laetizia.
Ne esprimo alcune, con una premessa. Non sono uno studioso né un teologo. Qualcuno, quindi, potrebbe dirmi: a quale titolo scrivi? È una giusta domanda. Il titolo deriva dalla mia qualità di umile peccatore, di persona che ricorda ogni giorno a se stesso che per quarant’anni della sua vita ha vissuto fuori dalla Chiesa. Oltretutto, la mia è una condizione di privilegio: non devo difendere posizioni acquisite, perché non ne ho. Non temo, quindi, ritorsioni. Le ho già subite e non mi spaventano i disagi che producono.

Il mio vivere per tanto tempo fuori dalla Chiesa, mi fa forse vedere, con gli occhi di chi è stato al servizio del male, che nulla è più bello di servire la Verità e di seguire un solo insegnamento: Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. Le conseguenze del caso – già preannunciate da Gesù – si mettono nel conto e si affrontano. Altra via non c’è. Parlo come un semplice fedele, che soffre a vedere la propria fede - quella sicura, indicata dai dogmi della Chiesa e dal Catechismo - vilipesa e corrotta da chi dovrebbe invece difenderla, cioè il Papa.
Non è tempo di silenzi e di omissioni. È tempo di Verità. È tempo di ricapitolare in Cristo tutte le cose, come diceva San Paolo. Con prudenza, ma senza nessuna cautela umana, perché siamo nel tempo in cui si esprime la massima forma di odio nei confronti di Dio, come mai era accaduto nella storia dell’umanità.

mercoledì 24 agosto 2016

Siamo vicini a chi è nella prova

Sto seguendo con apprensione le notizie e gli aggiornamenti sul terremoto che stanotte ha colpito una vasta zona del Centro Italia. Nomi e luoghi che ci risuonano ormai da ore nel cuore e nella mente, le cui immagini di distruzione sono un colpo al cuore e lasciano senza parole : Accumoli, Amatrice, Arquata, Pescara del Tronto, Norcia.
Grande il cordoglio e fervente la preghiera per le vittime e per tutte le persone colpite da questa tragedia. Non cessiamo di pregare perché nuove vite si salvino in questi momenti così concitati e pieni di umana solidarietà e vicinanza di instancabili soccorritori accorsi con prontezza encomiabile. 
E preghiamo anche perché i superstiti non vengano lasciati soli e che vengano salvaguardate per quanto possibile le comunità che altrimenti rischiano la dispersione e, dopo aver vissuto drammaticamente la distruzione del loro passato e del loro presente, possano almeno sperare e soprattutto costruire un futuro che non sia di 'deportazione', come accaduto in molte zone de l'Aquila...

A lato l'immagine della Basilica di Norcia, che speriamo possa anch'essa presso tornare ad essere luogo di preghiera e di adorazione, oggi affidata alla comunità benedettina Maria Sedes Sapientiae guidata da padre Cassian Folsom o.s.b.