venerdì 5 aprile 2013

La veste bianca papale non è un'invenzione di San Pio V

[di Francesco Colafemmina su Fides et Forma] - In questi giorni per giustificare la volontà di Papa Francesco di privarsi – ormai in via definitiva – delle sue proprie vesti papali sono in molti a citare San Pio V. Ha preso piede infatti una strana vulgata che nasce da una imprecisione di fondo. Secondo la vulgata San Pio V, essendo domenicano, avrebbe portato al posto di un presunto abito papale purpureo, il proprio saio da domenicano, introducendo così una “innovazione” trasformatasi in tradizione con la talare bianca dei papi successivi.

In realtà San Pio V decise di indossare il saio da domenicano sotto gli abiti propri del Pontefice, un po’ come Paolo VI portava il cilicio. Era una forma di memento – propria di un grande asceta – della sua misera dimensione di frate pur essendo egli Sommo Pontefice.

Sappiamo invece sin dai primi cerimoniali del periodo pre-avignonese che il Papa vestiva in bianco e in rosso. Ne parla per primo diffusamente, spiegando anche il valore simbolico delle vesti papali, il domenicano Guglielmo Durando nel suo Rationale divinorum officiorum (1286):
“Hinc est quod summus pontifex cappa rubea exterius semper apparet indutus, cum interius sit indutus candida veste: quia etiam interius candere debet per innocentiam, et charitatem et exterius rubere per compassionem, ut videlicet ostendat se semper paratam ponere animam pro ovibus suis, quia personam gerit illius, qui pro nobis universis rubrum fecit indumentum suum.” (Liber III, Cap. XIX, n.18).
E ancora:
“Tertio imponit albam talarem, ut habeat munditiam carnis perseverantem.” (Liber III, Cap. I, n.3).
Quanto affermato dal Durando, sarà ribadito in tutti i successivi cerimoniali (ad esempio quello Patrizi Piccolomini della fine del ’400). I complessi abiti papali prevedevano comunque l’uso di talare bianca, rocchetto bianco e cappa (poi divenuta mozzetta con cappuccio) purpurea.

24 commenti:

Anonimo ha detto...

E pensare che persino Blondet(!) ha giustificato entusiasta le scelte "neofrancescane", argomentando che, dopo secoli di perenne Cinquecento, si tornerebbe "finalmente, ad un sano Duecento"!

Anonimo ha detto...

SOS-
Alcuni giorni orsono ho segnalato, come fatto allarmante, che il blog dell'ottimo Colafemmina non si apre più (provate col link dato nel post, io non ci riesco da giorni! temo che ci possa essere un'intimidazione dall'alto....); ho dato la notizia QUI in un mio commento sui vari fatti preoccupanti,
ma il mio avviso è stato censurato, non mi è stato detto il perchè.

Salvate se potete le eccellenti pagine del prof. Colafemmina, ne avremo bisogno nei duri tempi che si avvicinano !

mic ha detto...

Si tratta di un allarmismo ingiustificato, perché è evidente che il testo l'ho preso dalla Fonte, che ho citato e che si apre regolarmente.

mic ha detto...

E pensare che persino Blondet(!) ha giustificato entusiasta le scelte "neofrancescane", argomentando che, dopo secoli di perenne Cinquecento, si tornerebbe "finalmente, ad un sano Duecento"!

Blondet è un ottimo giornalista; ma non è un teologo e comunque non è nuovo a sue impuntature.

In ogni caso alcune sue opinioni possono essere opinabili.

Anonimo ha detto...

Qualcuno, un po' per scherzo, un po' per paura, ha parlato di papa in clergyman bianco (speriamo solo per le uscite e i viaggio).
Intanto ieri ha ricevuto mons. Marini (vecchio) che si sarà tolto qualche sassolino dalle scarpe...sugli abiti liturgici, però.
Della riforma della riforma, finora come un'araba fenice, non se ne parlerà più se il de cuius sarà promosso prefetto al Culto divino, visto che un suo amico vi è già segretario.
Vedremo che novità!

Anonimo ha detto...

Quale svolta epocale è in atto nella storia della chiesa?

c'è un recente saggio di Rodari (qui un capitolo):
http://www.ilfoglio.it/soloqui/17550
Ciò che mi preoccupa è tutta quest'attesa di novità.

mic ha detto...

Ciò che mi preoccupa è tutta quest'attesa di novità.

Non sono le novità di per sé ad essere preoccupanti, perché ciò che è 'nuovo' non necessariamente è 'altro'.
Quel che preoccupa, in attesa di verificare dai fatti ulteriori, è il 'clima' e la cultura che può aver forgiato le "novità" che sembrano essere la 'cifra' di questo papato.

Anonimo ha detto...

Intanto ieri il papa ha ricevuto mons. Marini (vecchio) che si sarà tolto qualche sassolino dalle scarpe...
...se il de cuius sarà promosso prefetto al Culto divino, visto che un suo amico vi è già segretario.
Vedremo che novità "altre"!

Anonimo ha detto...

http://traditiocatholica.blogspot.it/2013/04/vita-pastorale-su-papa-francesco.html

può interessare

mic ha detto...

Per anonimo 11:56
Lasciamo i 'rumori' ad altri contesti e fermiamoci ai fatti.

lorenzo ha detto...

Per carità: lasciamo perdere Blondet, il cui razzismo antimeridionale - fra l'altro - è semplicemente ripugnante (l'ho saggiato di persona)!
Si tratta di un personaggio che ha il "complesso di San Giovanni Battista": dal suo giornale on line "giudica e manda", passando senza soluzione di continuità dagli "osanna" ai "crucifige" per motivi poco comprensibili. Odia tutto il mondo, compreso se stesso.

Anonimo ha detto...


Per carità: lasciamo perdere Blondet ...


Concordo, alcuni "politicizzano" la Tradizione.
Non li giudico, ma la nostra non è una battaglia politica. Chi la prende per tale, alla fine rischia la Fede, che chiede principalmente nascondimento

mic ha detto...

" http://traditiocatholica.blogspot.it/2013/04/vita-pastorale-su-papa-francesco.html "

Un Melloni scatenato, a dir poco.

" si è presentato senza nessuno dei segni del potere papale, quando ha parla­to non ha nemmeno indossato la stola, ha distinto in maniera molto netta il suo eloquio dalla sua funzio­ne liturgica di vescovo, non ha mai detto le parole Papa, Pontefice, vica­rio di Cristo, nessuno dei titoli che pure gli appartengono eccetto quel­lo di vescovo di Roma.
... ha preso il nome di un santo non della Chiesa di Roma, scelta audace, che è l'unico santo di tutte le Chiese, un nome di santità ecumenico».
... Quel gesto di inchinarsi davanti al popolo, che non si era mai visto né a Roma né in nessuna diocesi.
È un gesto di prepotenza teologica enor­me, che dà un'idea del ministero: sei al servizio di un soggetto che ha una dignità davanti a Dio, se il po­polo prega per te, Dio l'ascolta e ti benedice: se non prega, sei nei guai.
... Da qui al 2033 quando Bergoglio si dimetterà bisognerà trovarne un terzo... "

!!!!????

Anonimo ha detto...


Perché vi preoccupate di Melloni? A me non risulta che sia cattolico.
Lasciamo che i morti seppelliscano i morti.

Anonimo ha detto...

e purtroppo temo che le aberranti valutazioni di Melloni siano abbastanza diffuse tra la gran massa del popolo cattolico, di varia cultura, anche se non dichiaratamente "progressista": è l'aria ecclesiale che si è impregnata di quelle idee, negli ultimi decenni ....l'idea di progresso inarrestabile si è fatta strada, facendo dimenticare quale sia (doveva essere) la funzione perenne e immutabile del Papa, di custode e garante della Fede cattolica, nei suoi dogmi e riti, e di Supremo Pastore, nessuno insegna più queste cose; del resto l'abdicazione di BXVI ha aperto la porta a tutte le interpretazioni rivoluzionarie (ricordate come tanti l'hanno chiamata "colpo di timone" inopoinato?, anche qui....)

Anonimo ha detto...


Con gente come Melloni non ci sono argomenti di fede o di ragione che tengano. Ci vuole l'aspersorio!

Amicus ha detto...

Melloni è il solito eretico impenitente, ma non gli si può dar torto nel suo giudizio su Papa Bergoglio.
Anche perché ogni tanto esce fuori qualcos'altro:
a quanto pare, a Buenos Aires il card. Bergoglio si serviva abitualmente di un esorcista. Che però non era un suo sacerdote diocesano, bensì un pastore luterano...

"La historia del exorcista favorito del Papa Francisco
Manuel Acuña, un cura luterano, se especializa en sanidad espiritual y es amigo personal del sumo pontífice quien solía recomendarlo cada vez que había signos de posesión en una persona."

http://www.diariopopular.com.ar/notas/150119-la-historia-del-exorcista-favorito-del-papa-francisco

Mi sembra abbastanza chiaro purtroppo: comunque qualcuno che conosce bene la lingua spagnola, potrebbe confermare?

Da Le Forum Catholique ha detto...


...Manuel Acuña, un pastore luterano, si specializza in salute spirituale ed è amico personale del sommo pontefice che era solito raccomandarlo ogni volta che ci fossero segni di possessione in una persona.

A rigore, è richiesta l'incardinazione sacramentale al collegio apostolico. Per potere d'ordine ogni sacerdote ha ricevuto il potere d'esorcismo. Tuttavia, poiché l'esorcismo è un atto di giurisdizione sulle anime, appartiene al vescovo o a un sacerdote da lui delegato.

In ogni caso, Nostro Signore ha chiesto di non vietare (anche se il "non vietare" è diverso dal "chiedere"). In più niente si oppone, in queste materie complesse, alla consultazione del ministro di una congregazione separata al quale si riconosca la sua competenza sulla materia.

Parlando del caso di un bimbo indirizzato dal cardinale al pastore luterano si pongono le seguenti domande:

===> Comunque, il card BERGOGLIO, incoraggiando il pastore luterano a praticare un esorcismo ha affermato la validità di questa azione, per analogia con quella di un battesimo protestante secondo la dichiarazione di Augusta, che non viene reiterato nel seno dell'unica Chiesa Cattolica! (c'è un episodio identico in San Luca, riguardo a "cacciano i demoni senza essere dei nostri") ?

===> l'atteggiamento ulteriore del Cardinale, di non invitare chiaramente e dolcemente la povera mamma come questo pastore evangelico a riprendere una vita sacramentale più ricca e completa nell'unica Chiesa di Cristo ?

===> c'è da chiedersi ancora perché non abbia autorizzato un sacerdote della diocesi a praticare esorcismi.

mic ha detto...

Si può aggiungere:

Risulta che il cardinal Bergoglio era risolutamente contrario agli Ordinariati, e che ai responsabili Anglicani del Sud America aveva detto che la Chiesa ha bisogno degli Anglicani così come sono...

http://www.leforumcatholique.org/message.php?num=715614

Amicus ha detto...

@'Le Forum Catholique': grazie per la conferma.

@ Mic:
davvero grave quanto diceva il Bergoglio circa gli anglicani, da lasciare così come sono...
Ho visto che la citazione sul link
è presa dal blog di Yves Daoudal, molto interessante e sul quale non ero mai stato.
Si tratta delle dichiarazioni di un 'vescovo' anglicano argentino di Buenos Aires, Gregory Venables, amico del Bergoglio, sul seguente sito anglicano segnalato dal Daoudal:
http://anglicancontinuum.blogspot.fr/2013/03/about-new-pope-and-ordinariate.html
Che Maria SS.ma Immacolata ci salvi.

Anonimo ha detto...

Melloni è il solito eretico impenitente, ma non gli si può dar torto nel suo giudizio su Papa Bergoglio...




Melloni ha ragione, parla di Bergoglio senza foglie di fico. Ciò non toglie che ci voglia l'aspersorio. Casomai ci vuole anche per Bergoglio ... che infatti si affida a esorcisti eretici: ecco i risultati!

Ironia a parte, in questo momento i principali nemici della Chiesa non sono i melloni vari (tanto sguaiati da fare proseliti solo tra chi ormai è già apertamente eretico), ma i finti "tradizionali" (veri conciliari, vere polpette avvelenate!) che negano la crisi, che fanno incetta di anime e acquistano posizioni di potere, schierandosi "a destra" (è solo un'immagine, da non intendersi politicamente), contestando i cattodem alla Melloni ma propinando un pensiero non meno modernista (pensate a CL!).

Silente ha detto...

Vedo alcuni azzardati commenti su Maurizio Blondet e sulle sue posizioni, e altro. Poiché ho conosciuto bene Maurizio, e anche il suo editore, Fabio de Fina, recentemente scomparso e di cui mi onoro di essere stato amico (anche se, dopo il loro trasferimento vicino a Viterbo, non ci si vedeva da anni), un paio di necessarie precisazioni:

1) Blondet può avere le sue preferenze e le sue opinioni, più o meno condivisibili, ma che sia vicino alla sensibilità tradizionalista è fuor di ogni dubbio e lo dimostra il suo ultra decennale sodalizio con Fabio de Fina, che era tradizionalista fino al midollo (e le belle pubblicazioni della sua casa editrice, EFFEDIEFFE, ne sono una testimonianza);

2) l'impegno pubblicistico di Blondet (che, non dimentichiamolo, fu apprezzato inviato speciale e redattore, tra l'altro, de "Il Giornale" e di "L'Avvenire", da cui venne ignobilmente cacciato dalla proprietà, tra le proteste dei lettori, per le sue posizioni antimondialiste) è sempre stato coerente con il suo profondo cattolicesimo "integrale". Lo testimoniano i suoi testi per il "disvelamento" dei poteri forti, contro lo scientismo, contro l'evoluzionismo.

Veniamo al punto, forse, più essenziale: un anonimo scrive qui sopra: "...alcuni "politicizzano" la Tradizione. Non li giudico, ma la nostra non è una battaglia politica...". Questo è uno dei più tragici, madornali errori che un persona vicina alla Tradizione può commettere, anche solo perchè darebbe ragione a coloro che ci vedono come sterili, esteti cantori di "pizzi e merletti". La Tradizione è Rivelazione che diventa Dottrina, anche sociale, e questa prassi e impegno. Ignorare le conseguenze (anche) politiche di un'adesione alla Tradizione significa condannarsi all'incompletezza, alla miopia e all'impotenza. Poi, è ovvio, ad ognuno il suo carisma. Ma non è stato detto che la politica è la forma più elevata di Carità? Sul piano della prassi sociale, mi sembra ovvio che un tradizionalista non possa non sentirsi impegnato nella difesa del diritto e dell'ordine naturale, gerarchico e organico, contro ogni egualitarismo, democraticismo, demoniaca ideologia dei "diritti umani". Con tutti i suoi errori, e con tutte le riserve che possiamo avere nei suoi confronti, ben l'aveva capito Plinio Correa de Oliveira. O forse, in nome della tragica opinione secondo cui: "la nostra non è una battaglia politica" i tradizionalisti francesi non dovevano, recentissimamente, scendere in piazza contro i matrimoni dei sodomiti, soffrendo anche le bastonate e gli arresti della Gendarmerie del regime social-comunista e massonico?

Infine a chi nega, per superficialità se non per mala fede intellettuale , la "non politicità" della Tradizione, ricordo quanti intellettuali cattolici tradizionalisti si sono impegnati, e mi limito ad una lista incompleta riferita solo al secolo scorso e al nostro paese, nelle battaglie politiche e intellettuali per la Buona Battaglia: da Domenico Giuliotti a Giovanni Papini, da Attilio Mordini a Cristina Campo, da Pino Tosca a Franco Cardini, e ne potrei citare decine di altri. Mi piace solo aggiungere il già citato, compianto Fabio de Fina. Posso, per inciso e sommessamente, ricordare che tutti costoro simpatizzarono per la Destra (in senso lato e metapolitico)?

E se il problema dei tradizionalisti cattolici italiani, contrarimente a quelli francesi, ad esempio, fosse proprio quello di una insufficiente cultura politica che si traduce in una drammatica incapacità di auto rappresentazione e quindi di incisività sociale, anche mediatica, se non al livello di mera, semiclandestina testimonianza liturgico-ecclesiale (senza ovviamente alcuna sottovalutazione di questa)?

Anonimo ha detto...

In risposta a Silente

«Per un cristiano che abbia capito fino in fondo cosa significa essere tale, l'impegno che chiamo – con un'accezione molto lata – politico, è l'espressione più profonda della Carità. Perché è certo un segno di amore dare il pane a chi non l'ha, se mi capita di incontrarlo, ma è ancora più profondo l'impegno di organizzare le cose in modo che il fratello non manchi del pane, della casa, del vestito, del lavoro»

Sono parole di Giuseppe Lazzati: serve aggiungere altro?

Il welfare state è più cristiano dell'elemosina?

La società cristiana si fa cercando le cose ultime, non le cose penultime. Queste ultime fioriscono intorno spontaneamente, come naturale prodotto di una vita di fede. Andate a vedervi Veilleurs dans la nuit e meditate le parole finali di dom Gerard ...
Ma tutto ciò non è possibile nelle logiche della politica moderna. Silente, con Blondet, è irrimediabilmente "moderno": una destra hegeliana ...

viandante ha detto...

Mah, questo continuo azzannarsi tra "tradizionalisti" riguardo gli abiti del papa mi sta un po' infastidendo.
Non che l'abito, come tanti altri segni esteriori, non abbia un suo significato, ma mi pare che si stia enfatizzando un po' troppo.
Cristo stesso, re dell'universo, su questa terra non vestiva così elegantemente come i re del suo tempo! E noi adesso vogliamo vestire il suo vicario come un re rinascimentale...
Facciamo attenzione!
Personalmente esprimerò le mie opinioni in modo più netto quando il papa inizierà a governare veramente. Per ora ho ascoltato omelie che hanno toccato temi che era da tempo che non si sentivano più. È vero che il modernista affianca errori a pagine stupende, ma perlomeno alcune verità sono state rispolverate.

Per il resto dobbiamo essere coscienti che il modernismo é talmente innato nella maggior parte dei nostri contemporanei, che anche la maggior parte dei consacrati ne é affetta. E il problema é che non se ne avvedono!

In un contesto così il mondo tradizionalista deve sapere individuare il nucleo essenziale su cui concentrare i suoi sforzi in difesa della fede e per la gloria di Dio.
Concentrarsi su aspetti pur condivisibili ma secondari (almeno in un primo tempo) può essere un grave errore "strategico".

Ad esempio, riconosciamo al papa i suoi meriti quando riconferma la vera dottrina: saremo più credibili quando alzeremo critiche.
Sparare ad alzo zero sempre e comunque (come molti stanno facendo) é pericoloso e dannoso.
Altro esempio: il papa viene volutamente frainteso dagli ambienti progressisti? Diamone una lettura dottrinalmente corretta e diffondiamola come meglio possiamo.
Ed inoltre normalmente nella nostra quotidianità non abbiamo bisogno del papa per vivere coerentemente la nostra fede!